Reggio Emilia, dalla terra polacca spunta la targhetta di un rivaltese in guerra nel 1940
Scoperta da un giovane ucraino grazie al metal detector. Guido Ciarlini risulta nato nel 1909 e morto a Reggio nel ’95
REGGIO EMILIA. Una storia da ricostruire, una storia che da Rivalta porta alle pianure polacche e russe. È quella che lega Guido Ciarlini, reggiano nato nel 1909 e scomparso nel 1995, e alcune recenti ricerche di materiali metallici militari nella zona al confine fra l’Ucraina e la Polonia orientale. A curarle, Vitaly Karanevich, giovane ucraino appassionato di storia militare che si muove spesso fra la sua nazione e la Polonia per sondare terreni e aree un tempo al centro di operazioni militari durante il secondo conflitto mondiale.
In terra polacca, Karanevich ha trovato alcune targhette militari metalliche, semisepolte e arrugginite, che conducono a soldati italiani. Fra queste, quella di Guido Ciarlini. Il testo è chiarissimo: «Guido Ciarlini, Villa Rivalta in Reggio Emilia», impossibile confondersi con altre zone, l’uomo in questione arriva sicuramente da una delle principali frazioni cittadine, e lì risiedeva nel periodo in cui Rivalta era ancora una “villa” in campagna, staccata dal capoluogo.
La zona del ritrovamento coincide, secondo Karanevich, con quella in cui in tempo si trovava un campo di prigionia dell’esercito nazista. Intenzionato a capire qualcosa in più sul suo ritrovamento, l’ucraino ha condiviso l’immagine della targhetta su alcuni gruppi Facebook internazionali dedicati alle ricerche di reperti militari effettuate con il metal detector e lì, passaggio dopo passaggio, è venuto in contatto con il milanese Riccardo Magliani, appassionato dello stesso tema.
Magliani è originario dell’Appennino Reggiano, di Cinquecerri, e quando ha letto di Reggio Emilia si è messo all’opera con contatti locali e con l’istituto storico per ottenere qualche altro dettaglio. I pezzi mancanti sono ancora parecchi, da approfondimenti anagrafici si sa che Ciarlini era nato il 12 giugno 1909 ed è deceduto, sempre a Reggio, il 10 agosto 1995, che la sua professione era il muratore e che i genitori si chiamavano Enrico Ciarlini e Generosa Ferrari. Sempre dai dati comunali, risultava celibe.
A Rivalta, nessuno ne conserva il ricordo, a 25 anni dalla morte, e non è chiaro come si sia ritrovato prigioniero in una zona che all’epoca era probabilmente parte del Governatore Generale, il nome dato a un’ampia fetta del territorio polacco passato sotto il diretto controllo della Germania nazista dopo l’invasione del settembre 1939. L’età può corrispondere, Ciarlini aveva 31 anni nel 1940, al momento dell’entrata dell’Italia fascista nel conflitto bellico, e come tantissimi connazionali può essere stato chiamato, o richiamato, sotto le armi, e poi destinato a operazioni di appoggio ai nazisti nell’Europa dell’Est. Magliani sta continuando a cercare, e lancia un appello a chi, a Rivalta e nel Reggiano, abbia conosciuto Ciarlini.
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