Gazzetta di Reggio

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ORA È IN LIBERTà 

Era accusato di 4 tentati omicidi, assolto

Ambra Prati
Era accusato di 4 tentati omicidi, assolto

Abdeljalil Kadcha aveva sparso il panico l’anno scorso al bar di Cadè: se la cava con 2 anni e 6 mesi per reati minori 

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REGGIO EMILIA

Assolto perché il fatto non sussiste dall’accusa più grave (tentato omicidio nei confronti di quattro persone), è stato condannato a due anni e sei mesi in rito abbreviato per gli altri reati (lesioni personali aggravate, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento) Abdeljalil Kadcha, il marocchino di 39 anni che l’anno scorso per una birra a suo avviso troppo calda ha seminato il panico al bar di Cadè. Una pena mite, se si considera che il pm titolare del fascicolo, Iacopo Berardi, ha proposto una pena di sette anni. L’avvocato, Mariagrazia Petrelli del Foro di Bologna, ha ottenuto una misura alternativa e l’uomo, detenuto dall’epoca dei fatti, è stato scarcerato.

Alle 5 del mattino del 13 settembre scorso il 39enne, domiciliato a Modena, è entrato nel bar principale della frazione. Ha chiesto una birra, ha protestato perché la voleva fredda, ha tentato di andarsene senza pagare ed è stato rincorso con una grossa scopa in mano dalla barista, una cinese 46enne.

Da quel momento è iniziata una follia incredibile: il cliente, dopo essere rientrato calciando un cestino della spazzatura, ha immobilizzato contro il muro la barista e l’ha picchiata con l’asta metallica usata per la saracinesca, procurandole la rottura del braccio, di due costole ed ematomi (per una prognosi di 40 giorni), lanciando anche sedie e tavoli.

Quando i proprietari dell’immobile (un 70enne reggiano, il figlio e la nuora), residenti a fianco e svegliati dalle urla della barista, sono accorsi in aiuto della vittima, il cliente ha tentato di investire in auto più volte i tre. Dopo una scenata durata venti minuti e immortalata dalle telecamere, l’ubriaco (denudatosi e rimasto in boxer) ha dato vita a un inseguimento lungo la via Emilia; a Corte Tegge ha speronato una gazzella dei carabinieri provocando un incidente e ha continuato a fuggire a piedi, bloccato infine dalla polizia. Per di più era senza patente e senza assicurazione.

In sede di convalida Kadcha ha raccontato solo che quello era il suo primo giorno di lavoro nel Reggiano e che, ubriaco, aveva perso la testa. In un primo tempo l’accusa gli ha addebitato il tentato omicidio nei confronti di ben quattro persone: la barista e i proprietari.

L’accusa di tentato omicidio era già scricchiolata l’8 ottobre scorso, quando il Gup Dario De Luca non l’aveva riconosciuta così come avrebbe fatto in seguito il Riesame.

Il Pm Icopo Berardi ieri però ci ha riprovato riproponendo l’accusa di tentato omicidio nei confronti di tutti e quattro. Ma ancora una volta, davanti al Gip Andrea Rat, l’accusa di tentato omicidio non ha retto.

Il difensore ha proposto l’assoluzione per legittima difesa; tesi non accolta dal Gip Andrea Rat, che ha emesso comunque la sentenza di assoluzione con formula piena.—



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