Forte: «Bisogna tenere alta la guardia»
Il prefetto uscente ha tracciato un bilancio del lavoro fatto: «Anche nel loockdown abbiamo adottato interdittive antimafia»
REGGIO EMILIA
«La Prefettura ha lavorato intensamente nel mio triennio e anche durante il lockdown abbiamo adottato interdittive antimafia». Il saluto della questura di Reggio Emilia alla dottoressa Maria Forte, prefetto uscente di Reggio Emilia alla sua ultima settimana di permanenza, è stata l’occasione per l’alta funzionaria dello Stato di tracciare un bilancio dell’esperienza nella nostra città prima di assumere un nuovo incarico a capo della Prefettura di Siena. La breve cerimonia organizzata nel cortile della questura, dove Forte è stata accolta da uno schieramento a ferro di cavallo composto dall’Anps (l’associazione nazionale polizia di Stato che riunisce i poliziotti in servizio e in congedo, guidati dal presidente Giovanni Ciampi, con tanto di gonfalone), dai dirigenti di tutti i settori ma anche da semplici agenti, è avvenuto in un clima istituzionale e informale al tempo stesso.
«Sapete che con la polizia ho lavorato per 27 anni, al Dipartimento di Pubblica Sicurezza, qui mi sento a casa», è stata la premessa della dottoressa, che ha ricevuto dalle mani del questore una targa ricordo e un grande mazzo di fiori. «Abbiamo voluto testimoniarle stima e riconoscenza – ha spiegato il questore Giuseppe Ferrari –. Un grazie da parte mia perché sono arrivato in un momento difficile e ho trovato in lei una guida autorevole e un punto di riferimento; un grazie da parte dei miei funzionari, per i quali ha avuto sempre parole di elogio; infine grazie per la sensibilità dimostrata sull’aspetto della tutela della salute degli agenti, lei è stata fondamentale per risolvere i problemi pratici durante l’emergenza sanitaria», ha dichiarato Ferrari.
Da parte sua Forte ha ricordato che Reggio Emilia, dove si è insediata il 24 maggio 2017, è stata la sua prima sede in veste di prefetto. «Nel mio primo incarico al vertice l’impegno e la passione sono stati massimi. È stata un’esperienza personale e professionale importante, ho avuto modo di conoscere molte persone, caratterizzate dall’operosità, diventati amici». Un territorio, quello reggiano, che secondo Forte presenta «tante criticità diverse», non ultima quella dell’infiltrazione della ‘ndrangheta sfociata nel maxiprocesso Aemilia. «A Reggio la criminalità organizzata c’è stata e c’è tuttora. La Dda, al pari della Prefettura, ha lavorato intensamente e la comunità ha saputo reagire, ma anche nel prossimo futuro occorre tenere alta la guardia». Forte ha concluso con un appello ai tifosi della Reggiana e al loro «senso di responsabilità personale», alla vigilia della partita di finale svoltasi ieri sera. Su decisione del Ministero dell’Interno a Maria Grazia Forte subentrerà l’attuale prefetto di Macerata, Iolanda Rolli, che si insedierà ufficialmente il 27 luglio. —
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