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Covid, l’Ausl ora torna a cercare nuovi alberghi a Reggio Emilia

Evaristo Sparvieri
Covid, l’Ausl ora torna a cercare nuovi alberghi a Reggio Emilia

Allestita in città già una struttura, ma se ne cercano altre  Dopo l’avviso di aprile, via a un’ulteriore indagine di mercato

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Evaristo Sparvieri

REGGIO EMILIA

Un albergo è già stato allestito in città da qualche giorno. Ma ora dall’Ausl hanno lanciato un nuovo avviso di indagine di mercato finalizzata alla ricerca di alberghi per le necessità connesse all’attività di contrasto alla diffusione del Coronavirus. Si tratta dei cosiddetti hotel Covid, strutture nelle quali durante la fase acuta della pandemia sono state ospitate persone positive che non necessitavano di ricovero o pazienti dimessi. E che, in entrambi i casi, non disponevano di sistemazioni domestiche adeguate per evitare il rischio contagio di familiari o conviventi.

Durante la fase acuta dell’emergenza, oltre alla Rems, in provincia erano tre gli alberghi con questa funzione, annoverando fra i propri ospiti anche personale sanitario proveniente da fuori: l’hotel Europa a Reggio, l’Old River a Guastalla e il Bismantova a Castelnovo Monti. Strutture che, dopo il lockdown, pur tra mille difficoltà sono tornate alla loro funzione originaria, ridiventando attività di ricezione turistica.

Ma ora che l’emergenza rischia di riaffacciarsi nuovamente, con il testa a testa giornaliero fra Emilia-Romagna e Lombardia per quanto riguarda il totale dei contagi, gli hotel Covid tornano a spuntare un po’ ovunque in Emilia. Nei giorni scorsi un hotel Covid è stato allestito a Bologna. Un altro albergo Covid è stato invece predisposto nel Modenese. E, dopo quello aperto da qualche giorno anche a Reggio, adesso l’Ausl ha pubblicato una nuova indagine di mercato, con scadenza il prossimo 19 agosto. Le condizioni sono le medesime del precedente avviso, che sempre l’Ausl reggiana aveva emanato ad aprile. In quella circostanza, i Comuni interessati erano Reggio, Montecchio, Scandiano, Guastalla, Correggio e Castelnovo Monti. Quest’ultimo avviso, invece, riguarda solo il Comune di Reggio. Fra le condizioni richieste c’è la presenza di accesso dedicato, di camere con servizi igienici esclusivi, parcheggio, ascensore e soluzioni per il superamento delle barriere architettoniche. Con le strutture che risulteranno adeguate, saranno stipulati specifici contratti di comodato d’uso che prevedono un rimborso forfettario giornaliero pari a un massimo di 35 euro a singola giornata e a camera.

«Il mio è stato un albergo Covid per due mesi», afferma Claudio Campani, titolare dell’hotel Europa, mostrandosi per il momento non convinto di rispondere anche a questa indagine. «Se serve ci si adegua sempre alle esigenze della comunità, ma dopo la riapertura dovrei mandare praticamente via i clienti che sono in albergo: attualmente, eccetto il sabato e la domenica, ho una clientela da 40-50 camere al giorno su 80». Gli affari, come per tutti gli alberghi, hanno comunque subito un brusco calo: «Nel primo semestre il fatturato è calato del 50%, passando da 980mila euro a 430mila. Lo stesso calo a luglio. Pensavo andasse peggio, ma prima di tornare alla quota normale, se non succede niente, secondo me bisognerà aspettare la primavera. La situazione è preoccupante. E credo che il 50% dei ristoranti e degli alberghi rischia di non sopravvivere a questa crisi». Anche Denis Morellini dell’Old River di Guastalla spera che non ci sia necessità di riallestire nuovi alberghi Covid: «In questo momento siamo ripartiti con il nostro lavoro – spiega – abbiamo ricominciato a giugno, manca ancora qualcosa per tornare ai livelli di prima, ma non possiamo lamentarci. L’altra volta eravamo in lockdown e c’era necessità. Per il momento preferiamo andare avanti con il nostro lavoro. Spero non ci sia bisogno, perché sarebbe un guaio per tutti». —

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