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Da Quintavalli a Fico: «Ora siamo in B e non si torna indietro»

Roberto Tegoni

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REGGIO EMILIA

«A g’l’om cavèda! A’s’om fat un cul a rivèr chè, adèsa stom chè, adesa as torna piò indrèe... Ci siamo impegnati tanto e adesso stiamo qui, in serie B, non si torna più indietro». Parole e musica di Luca Quintavalli, che lascia al dialetto le espressioni più sincere e gioiose del dopopartita. «Sabato sono andato negli spogliatoi e ho detto ai ragazzi qualcosa che nasceva dal cuore – spiega il presidente granata – e sembrava che sapessimo tutti che stasera doveva finire così. Siamo stati coerenti, abbiamo sempre chiesto che il merito lo decidesse il campo e diamo merito al Bari, grande società e grande città, che lo voleva come noi».

Sembra più compassato degli altri, ma Carmelo Salerno dentro di sè ha il fuoco di chi si è tolto una grande soddisfazione: «I ragazzi si meritano questa serie B, il merito è loro, di Alvini e di Tosi che ha scelto questi ragazzi. La B un po’ mia? Beh, se vi ricordate ci ho sempre creduto e forse ci credevo più di tutti. Non parlo del Modena, lavoro e vivo là, ma questa è la sera della Reggiana. Miracolo? No, è bravura della squadra che ha espresso il calcio migliore».

«È un sogno – sentenzia Giuseppe Fico, socio fondatore della fu Reggio Audace – non mi aspettavo la B. Il simbolo di questa squadra è Alvini, perché ha ottenuto il meglio del meglio da tutti i giocatori. È un martello pneumatico che ti fa rendere al 110%. Tenere Kargbo? Non sarà facile, molto dipenderà anche da lui. Tengo a dire un’ultima cosa: due anni fa, tutto partì da me – precisa Fico – quando andai dal notaio Baldini per cercare di fare qualcosa. Riuscimmo a fare un bel gruppo e ora siamo qui a festeggiare la serie B».

Si diverte come un bambino Mauro Rondanini di Conad Centro Nord: «Sto facendo foto e video, ma sembra vero. Me lo conferma? Mi sembra che abbiamo vinto meritatamente». Il pensiero è rivolto alla ri-fondazione: «Due anni fa buttavamo le basi per continuare a far vivere la Reggiana. Oggi questo è un risultato eccezionale, non scordiamoci mai da dove siamo partiti. Ora siamo un gruppo forte e coeso». «Luglio ci porta fortuna – conclude l’ad Mauro Carretti –. Due anni fa rifondammo la Reggiana, l’anno scorso prendemmo il marchio e la serie C e ora, sempre a luglio, siamo in serie B. Ho sempre creduto nella forza di questo gruppo, nel mix tra squadra, staff, società e tifoseria». —





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