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Fucecchio e Reggio si gemellano nel nome di Massimiliano Alvini

Andrea Munari
Fucecchio e Reggio si gemellano nel nome di Massimiliano Alvini

Il tecnico: «A casa mia hanno fatto i caroselli e i giocatori del Signa hanno visto la partita con la maglia granata»

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REGGIO EMILIA

Massimiliano Alvini aveva il compito di riportare la Reggiana dalla Serie D alla Serie C, ma il tecnico di Fucecchio dopo essere diventato un tutt’uno con la città e i suoi tifosi ha deciso di entrare a piedi pari nei libri di storia granata. Con il suo condottiero alla guida la Reggiana è tornata in Serie B dopo 21 anni di attesa.

Dopo la vittoria in finale sul Bari l’allenatore granata non ha resistito, è dovuto andare da solo nella scalinata dell’ingresso della Tribuna del Città del Tricolore per salutare e far saltare di gioia tutti i tifosi. E ha fatto di più, è sceso per qualche scalino per stare più vicino a loro, per sentire l’emozione che lui e la sua squadra sono riusciti a risvegliare in una città intera: «L’emozione più grande è stato vedere tanti tifosi con i capelli bianchi festeggiare come bambini – ha affermato mister Alvini – erano persone abituate a vedere la Serie A con Marchioro quando erano giovani e, dopo più di vent’anni erano ancora lì a festeggiare. Questo è il grande tessuto del tifo a Reggio Emilia e vederli lì fuori dallo stadio per me è stata un’emozione indescrivibile. Insieme a loro crescono tanti giovani che hanno la Reggiana nel cuore e questa è la base per un grande futuro sportivo».

Dietro questa grande vittoria non c’è però solo la mano di mister Alvini ed è proprio il tecnico il primo ad ammetterlo: «Ho la fortuna di lavorare con un grande staff tecnico, giovane e molto preparato. È già pronto per la categoria superiore – ha proseguito – però è l’alchimia che si è creata in questi mesi tra la squadra, lo staff, la dirigenza e la città ad aver reso possibile tutto questo. Quando sono arrivato a Reggio Emilia ho detto che insieme avremmo potuto creare una miscela esplosiva. Sono stati dei mesi incredibili».

A inizio stagione però la Reggiana non era data tra le principali candidate alla vittoria finale: «È la realtà – ammette il tecnico – tante squadre dovevano essere più forti di noi. Quest’anno ha vinto una squadra che ha dimostrato di avere una forte identità. Con il sacrificio e l’impegno abbiamo ottenuto un risultato incredibile. Questa è una vittoria straordinaria, una vittoria di tutta la città». Una vittoria che è stata vissuta anche al di fuori di Reggio Emilia: «A Fucecchio nella mia contrada sono partiti i caroselli – ha continuato Massimiliano Alvini – e venti giocatori del Signa, la prima squadra in cui ho allenato, insieme al presidente si sono trovati per vedere la partita tutti con le maglie granata».

Ora però per il tecnico si attende il compimento del fioretto che aveva fatto il giorno prima della finale, andare a Gavassa a piedi a salutare la mucca che un allevatore reggiano ha chiamato Alvina, proprio in onore dell’allenatore granata: «Ci sono già tante persone che mi hanno detto che lo dovrò fare e lo farò sicuramente. Andrò a trovare la mucca Alvina e faremo in modo che ci siano le prove di questa cosa». Il giorno della finale però il battito cardiaco è iniziato a salire prima, fin dall’arrivo allo stadio: «Fin dal giorno in cui abbiamo giocato la partita del centenario sapevo che non ci saremmo fatti distrarre – ha sottolineato Alvini – vedere però tutti i tifosi lì sulla strada è stato bellissimo, ha dimostrato il grande legame che si è creato tra la squadra e la città. Anche il video con la canzone “Su di noi” credo rispecchi in pieno la nostra stagione, anche se a qualcuno la canzone non è piaciuta. E le ultime parole “ancora una volta” erano proprio riferito al fatto che ci mancava ancora una partita e volevamo chiuderla al meglio». Una stagione su cui ci si potrebbe scrivere un libro: «Sì, per tutte le cose che abbiamo fatto – ha continuato – dagli esercizi con il mental coach a tutto quello che siamo riusciti a fare da quando siamo tornati in campo dopo il Covid. È stato tutto incredibile».

Un merito che il tecnico vuole dare anche al ds Doriano Tosi: «È un grande direttore sportivo e credo uno dei più vincenti nella storia del calcio italiano. Non esiste un altro ds che ha fatto la storia del calcio a Modena e poi arrivato a Reggio Emilia ha allestito una squadra che ha fatto ritorno in Serie B dopo tantissimi anni». E ora un po’ di meritato riposo nella sua Fucecchio, prima di pensare alla prossima stagione: «Ora voglio andare a Fucecchio e godermi il momento – ha concluso – credo di poter dire che ce lo siamo meritati. Quello che succederà in futuro non lo so, ora voglio proprio vivermi questo presente». —



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