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castelnovo, Davoli sul punto nascite 

«Il Pd chiuse e adesso dà lezioni di riapertura Basta chiacchiere»

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Castelnovo Monti

Anche il capogruppo di Castelnovo Libera, gruppo di opposizione in consiglio comunale, ed esponente del centrodestra Alessandro Davoli interviene sugli ultimi annunci da parte della Regione per arrivare alla riapertura dei punti nascite, e lo fa con parole molto dure. «Sono sollecitato da più parti a intervenire sulla questione “punto nascite” di Castelnovo Monti – afferma –. Quasi mi accusano di diserzione davanti al nemico: “Devi dire qualcosa, fai vedere che a noi interessa la questione”. Non lo farò con il solo scopo di esserci. L’opinione che ho personalmente e come lista Castelnovo Libera è chiara ed è stata espressa più volte – puntualizza – Premetto che per me il reparto è Maternità e non “punto nascite”. La neolingua coniata dai burocrati della politica è una tortura per la mente e il cuore. Chi non lo comprende non ha il diritto ad ulteriori spiegazioni».

«La chiusura dei reparti Maternità in quattro ospedali di montagna, nella regione Emilia Romagna, errata, folle con motivazioni irrazionali, è scelta attuata e poi imposta in modo militare, dalla dirigenza politica del Partito democratico – rincara –. Solo dopo il fortissimo calo del consenso elettorale nei nostri territori, dove la Lega è oltre il 40% e il Pd la metà, il 20% , i dirigenti regionali e locali, dal governatore Stefano Bonaccini, al responsabile Pd montagna, Guido Tirelli, a Enrico Bini, sindaco del Comune capo distretto sanitario, sino al sindaco Antonio Manari, neopresidente Unione Montana, hanno radicalmente cambiato parole e posizione. Dopo averci a lungo duramente spiegato le ottime ragioni per le quali le nostre donne sarebbero state più sicure a partorire e i nostri bambini a nascere al Santa Maria Nuova e poi al Mire di Reggio Emilia, che non nei “pericolosi” reparti dei piccoli e forse retrogradi ospedali montani, ora gli stessi politici “illuminati” ci parlano dei vantaggi della “sanità di prossimità” e ci insegnano che piccolo è bello, e che dopo la verdura e la frutta, anche partorire e nascere a chilometro zero, nel proprio paese, è meglio e forse pure biologico». Conclude: «E dai, che riparte il carosello di chiacchiere e delle comparsate. Interviene la consigliera regionale, la deputata, il governatore, il sindaco e l’assessore, e se non interviene pure l’oppositore, sono proteste e sono guai. Basta, siamo seri, che la nostra gente lo merita: non parliamo, riapriamo. È ora». —

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