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Scandiano, la concessionaria fallisce l’imprenditore svuota i conti

Ambra Prati
Scandiano, la concessionaria fallisce l’imprenditore svuota i conti

Denunciato per bancarotta fraudolenta. La Finanza ha sequestrato una polizza assicurativa da 350mila euro sulla quale aveva spostato il denaro

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SCANDIANO

Quando ha capito che la sua attività era al capolinea, sommersa dai debiti, l’imprenditore ha prosciugato i conti della società – secondo la tesi accusatoria – trasferendo i soldi sui suoi conti correnti personali, e da lì in una polizza assicurativa con la quale avrebbe messo i soldi “sotto chiave”. Quel denaro sarebbe dovuto finire invece nelle tasche dei creditori.

Ora, a società ormai defunta, il “trucchetto” della polizza assicurativa è stato scoperto e l’imprenditore – un 50enne originario di Scandiano, per decenni residente a Palagano e negli ultimi tempi a Modena – è finito nei guai: la Guardia di finanza di Sassuolo lo ha denunciato per bancarotta patrimoniale fraudolenta (la distrazione dei fondi societari) e per «l’utilizzo di rapporti finanziari per fini personali, in luogo degli scopi aziendali» (in base alla normativa antiriciclaggio).

La vicenda ha inizio a fine 2014 quando l’imprenditore, all’epoca titolare di una società concessionaria di un noto marchio automobilistico con diversi punti vendita, al termine di un lungo contenzioso con la casa madre ha visto chiudersi il contratto di esclusiva. A quel punto l’azienda, in forti difficoltà, era avviata ad una fine ingloriosa. Non potendo salvare la barca, il capitano ha salvato se stesso; almeno questa è l’ipotesi accusatoria formulata dai finanzieri.

Nel verificare la procedura di fallimento, le fiamme gialle sono state insospettite da numerose operazioni finanziarie “singolari” messe in atto dall’ultimo amministratore, poco prima che l’azienda fallisse, e hanno deciso di approfondire gli accertamenti. Quando già la società non esisteva più , dai documenti è emerso che, poco prima del fallimento, sono avvenuti «numerosi giroconti di capitali, che sono confluiti su quelli personali del legale rappresentante», vale a dire il 50enne e la moglie (che però non è stata indagata), accelerando così l’agonia della società e lasciando a bocca asciutta i creditori. Non solo: una parte importante di questo «flusso di denaro proveniente dall’operatività imprenditoriale» è stato usato dall’amministratore scandianese per accendere una polizza assicurativa intestata a suo nome del valore nominale di 350mila euro. Non una scelta casuale: le polizze assicurative, secondo la legge italiana, sono impignorabili, perciò il 50enne ha fatto ricorso a questo escamotage nella convinzione di mettere al sicuro i liquidi rimasti e di sottrarli alle azioni legali altrui. Invece la manovra non è sfuggita alle fiamme gialle che adesso, in esecuzione del decreto emesso dal gip del tribunale di Modena Eleonora Pirillo su richiesta del pm Claudia Natalini, hanno eseguito il sequestro preventivo della polizza. —

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