Un urlo liberato dopo 21 anni La città pazza per la Reggiana
Passerella dei giocatori in pullman in piazza della Vittoria all’una di notte Le limitazioni dovute al Covid hanno impedito alla squadra di scendere
REGGIO EMILIA
«E intanto già lo so, che l’anno prossimo, gioco di sabato...».
Se sarà veramente di sabato o in un altro giorno causa i soliti anticipi e posticipi lo scopriremo solo a settembre ma questo coro cantato la scorsa notte dai tifosi significa molto.
Corrisponde infatti al definitivo riappropriarsi di una categoria, la serie B, che ha nel sabato il suo giorno di gara tradizionale, e che spalanca alla Reggiana le porte di un calcio totalmente diverso, per potenzialità, blasone e qualità.
Era di sabato anche lo scorso 25 agosto, quando i gol di Staiti, Scappini, Varone e Lunetta stesero la Feralpi accendendo quella luce nel cuore dei tifosi che non si è più spenta, e che ha trovato il suo massimo bagliore l’altra notte. Giocheremo di sabato, dunque, e lo faremo sulla spinta di un campionato che ha fatto reinnamorare Reggio della sua squadra; un amore che non si era mai spento, ma che aveva probabilmente bisogno di accendersi per pulsare nuovamente.
A brillare, subito dopo il fischio finale e mentre la squadra era a festeggiare, è stato il cielo, che si è scatenato a suo modo dando il via a una tempesta di vento e pioggia che non ha però fatto desistere gli irriducibili. Del resto, dopo un ventennio di sofferenze e con l’impossibilità di tifare dagli spalti per via degli stadi chiusi, nessun temporale poteva frenare l’entusiasmo dei tifosi granata. Dopo essersi radunati sotto la tribuna per celebrare società, mister e giocatori, tantissimi sostenitori si sono dati appuntamento in Piazza della Vittoria.
Lo storico bagno nella vecchia fontana caratterizzava i successi dei decenni precedenti, mentre in questa occasione fumogeni e una miriade di sciarpe hanno illuminato il Teatro Valli di un unico colore. Un entusiasmo alle stelle e contagioso, compresa la presenza di diversi bambini sulle spalle dei loro genitori che non hanno voluto mancare all’appuntamento con la storia.
«Arriva la squadra, stanno arrivando», si è sentito a un certo punto. Era già passata l’1 di notte e la pioggia era cessata, quando da via Leopoldo Nobili si sono cominciati a sentire i primi clacson suonati dall’autista Lillo Gaspari, a cui va assegnata una nota di merito per la bravura con cui è riuscito a farsi largo in mezzo alla folla. Il pullman con a bordo gli eroi della promozione è arrivato accolto dagli incitamenti degli ultras, dall’immancabile “Chi non salta un parmigiano è” al più diretto “Serie B, Serie B”. Purtroppo gli atleti non sono potuti scendere dal veicolo, ma hanno ripreso dai loro telefonini quelle scene di festa che sognavano di vivere. Tra i più gettonati, neanche a dirlo, il capitano Alessandro Spanò e il bomber Augustus Kargbo, l’uomo (meglio dire il ragazzo) determinante. «Quanto è forte Kargbo», hanno urlato i tifosi, con il centravanti della Sierra Leone che con la consueta pacatezza salutava dal finestrino. Molto carichi anche Paolo Rozzio e il “Puma” Ivan Varone, insieme ai compagni Fausto Rossi e Igor Radrezza.
Dopo una decina di minuti di sosta all’altezza della Camera di Commercio, il pullman è poi ripartito, per raggiungere il ristorante “61.1” in via San Martino.
Minuto dopo minuto, e anche in considerazione dell’orario, la piazza ha poi lentamente cominciato a svuotarsi, ma la festa andrà avanti per diversi giorni. —
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