Coronavirus, polemiche per i festeggiamenti dei granata: «Quelli non sono assembramenti?»
Feroci le critiche per gli assembramenti dei tifosi granata dopo la promozione della Reggiana.
REGGIO EMILIA. Migliaia di reggiani ammassati, senza mascherine, senza nessun intervento per far rispettare le norme anti-contagio. I festeggiamenti per la storica promozione in Serie B della Reggiana, seppur prevedibili e calcisticamente comprensibili, hanno stonato con il clima generale di attenzione per i nuovi focolai Covid, oltre a essere in contrasto con le norme che tutti sono costretti a sopportare da mesi.
E allora la domanda che è emersa, fortissima, sui social alla vista delle foto e dei video dei tifosi granata nelle piazze e nelle strade, è stata soprattutto una: «Perché a loro è concesso tutto questo, mentre ai commercianti viene imposto ben altro regime? Chi doveva controllare sugli assembramenti perché si è girato dall’altra parte?».
E ancora: «Che senso ha tenerli fuori dallo stadio se poi si concedono questo tipo di manifestazioni?». Effettivamente le norme parlano chiaro: si deve stare a un metro di distanza e indossare le mascherine. Troppi invece i volti scoperti fra i tifosi granata.
La vittoria ha scatenato un “libera tutti” spontaneo che contrasta anche con la situazione Covid nel nostro territorio. L’epidemia sta tornando ad affacciarsi in Emilia-Romagna (con un indice di contagio Rt a 1,14, seconda regione in Italia) e nella nostra provincia tanto che l’Ausl è tornata a cercare “hotel Covid” disposti ad accogliere i malati in isolamento. Se comportamenti irresponsabili determineranno una nuova impennata – e tutti ci auguriamo non sia così – si potrà sapere solo nei prossimi giorni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
