Gazzetta di Reggio

Reggio

Coronavirus, polemiche per i festeggiamenti dei granata: «Quelli non sono assembramenti?»

Leonardo Grilli
Coronavirus, polemiche per i festeggiamenti dei granata: «Quelli non sono assembramenti?»

Feroci le critiche per gli assembramenti dei tifosi granata dopo la promozione della Reggiana.

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Migliaia di reggiani ammassati, senza mascherine, senza nessun intervento per far rispettare le norme anti-contagio. I festeggiamenti per la storica promozione in Serie B della Reggiana, seppur prevedibili e calcisticamente comprensibili, hanno stonato con il clima generale di attenzione per i nuovi focolai Covid, oltre a essere in contrasto con le norme che tutti sono costretti a sopportare da mesi.

E allora la domanda che è emersa, fortissima, sui social alla vista delle foto e dei video dei tifosi granata nelle piazze e nelle strade, è stata soprattutto una: «Perché a loro è concesso tutto questo, mentre ai commercianti viene imposto ben altro regime? Chi doveva controllare sugli assembramenti perché si è girato dall’altra parte?».

E ancora: «Che senso ha tenerli fuori dallo stadio se poi si concedono questo tipo di manifestazioni?». Effettivamente le norme parlano chiaro: si deve stare a un metro di distanza e indossare le mascherine. Troppi invece i volti scoperti fra i tifosi granata.

La vittoria ha scatenato un “libera tutti” spontaneo che contrasta anche con la situazione Covid nel nostro territorio. L’epidemia sta tornando ad affacciarsi in Emilia-Romagna (con un indice di contagio Rt a 1,14, seconda regione in Italia) e nella nostra provincia tanto che l’Ausl è tornata a cercare “hotel Covid” disposti ad accogliere i malati in isolamento. Se comportamenti irresponsabili determineranno una nuova impennata – e tutti ci auguriamo non sia così – si potrà sapere solo nei prossimi giorni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google