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Iren, lo strano caso della multiutility. Toh, lo sponsor si prende il potere

Stefano Scansani
Iren, lo strano caso della multiutility. Toh, lo sponsor si prende il potere

Un uomo della holding presidente della Fondazione Palazzo Magnani. Oltre alla notizia non data (19 febbraio), c’è la triangolazione avvenuta

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REGGIO EMILIA. Poco Facebook, molto albo pretorio del Comune. Siamo fatti alla vecchia maniera. Cioè abbiamo il vizio professionale di cercare le notizie anche se non si vedono. Pardon: anche se non vengono date.

E nel caso del nuovo consiglio d’amministrazione di Palazzo Magnani – fondamentale realtà che a Reggio progetta e produce cultura – le notizie fino a mercoledì scorso non c’erano proprio. Eppure i vertici della fondazione sono stati rinnovati esattamente il 19 febbraio scorso. D’emblée, direbbero i francesi, cioè improvvisamente. O meglio, in sordina.

L’amministrazione comunale ha fornito con immediatezza la sua versione della causa della sordina, e la Gazzetta l’ha pubblicata giovedì. Con un comunicato l’ente locale ha spiegato che s’è trattato di “dimenticanza da Covid 19”. Cinque mesi fa c’erano confusione, preoccupazione, allarme e dunque l’avviso sull’insediamento del nuovo cda di Palazzo Magnani è finito in salamoia, dal 19 febbraio al 22 luglio.

DIMENTICANZA DA COVID 19. Siamo andati a ritroso, a rivedere quali avvenimenti ed eventi il Comune ha reso noti sul suo sito fra il 19 e il 20 febbraio. L’elenco non ci pare frutto di “dimenticanza da Covid 19”: “Mauriziano, il progetto per il rilancio. La Giunta ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per il recupero del complesso…”. “Progetto Inside. Interventi Strutturati e Innovativi per contrastare la grave emarginazione adulta senza Dimora in Emilia-Romagna”. “Bando giovani narratori 2019. Reggionarra ripropone il bando riservato a giovani narratori…”. “Cittadinanza e analfabetismo. 1-2 marzo: Cittadinanza e analfabetismo - Politiche, esperienze e sguardi d’Europa, IV edizione 2019…”. “I Ragazzi dell’Ariosto raccontano Reggio. Nelle domeniche del 3 e 10 marzo visite guidate a luoghi artistici della città…”.

VOGLIAMO DIRLO? Concordiamo sul fatto che l’emergenza della pandemia ha assorbito pressoché totalmente pensieri e informazione. Ma è possibile che in un così largo segmento di tempo nessuno dei protagonisti abbia svolto questo pensiero: “Vogliamo dire ai cittadini com’è cambiato il board di Palazzo Magnani?”. E ancora, e qui sta il bello: “Vogliamo dire al consiglio comunale (allora in videoseduta) com’è cambiato il cda?”.

Pubblicata la notizia dalla Gazzetta, data la colpa al Covid 19, lestamente sul sito istituzionale del Comune mercoledì sono spuntati anche i curricula dei componenti del consiglio d’amministrazione e i bilanci.

EQUILIBRI, RAPPORTI, BILANCIAMENTI. Salamoia o no, sordina o no, il nuovo assetto del “governo” di Palazzo Magnani è importante, perché descrive o prescrive l’orientamento dell’officina culturale della nostra città. E oltre la cultura (mostre, spettacoli, rassegne, festival) Palazzo Magnani è anche centro di potere. Nel Palazzo di corso Garibaldi che all’angolo con via Vicedomini esibisce la scultura di Prospero Sogari di Giano Bifronte, sono proiettati equilibri, rapporti, bilanciamenti, andamenti. Di ordine politico, economico, finanziario, intellettuale.

PRESIDENZA DI DIRITTO. Non per nulla il nuovo presidente della Fondazione è un uomo di Iren, la potentissima multiutility, multiterritoriale, multiforme indispensabile sponsor delle maggiori manifestazioni d’arte e cultura di Reggio Emilia. La presidenza affidata a Gianpiero Grotti sarà quindi tutta da scoprire.

È un riconoscimento del Comune all’influente filantropia della holding industriale (così si autodefinisce in Rete)?

È la holding industriale che così diventa interprete (anche dei suoi finanziamenti)? È una “presidenza di diritto” considerando che Reggio Emilia per il Gruppo Iren è la sede, mentre sono considerati poli operativi Genova, Parma, Piacenza, Torino, La Spezia e Vercelli.

E poi il neopresidente Grotti è reggiano, oltre che ricoprire gli incarichi di direttore Finanza di Gruppo, e di Responsabile Amministrazione, Finanza e Controllo delle società operanti sul territorio emiliano: Iren Emilia e Iren Ambiente, operanti principalmente nel settore della distribuzione gas, settore idrico ed igiene ambientale, narra il curriculum.

IL CASO DEI TEATRI. Triangolazione è, considerando che il cda è indicato da Comune e Provincia. La triangolazione si compie nel consiglio d’amministrazione di un’altra Fondazione, altrettanto fondamentale, quella dei Teatri. Grotti permaneat semper in qualità di vicepresidente, perché per costituzione al vertice sta il sindaco della città, Luca Vecchi. In sostanza i posti-chiave funzionano a scacchiera.

MOVIMENTI OBLIQUI. Dei movimenti obliqui un esempio è rappresentato dai ruoli di Davide Zanichelli. Fino a ieri presidente di Palazzo Magnani, dal fatidico e smemorato 19 febbraio, è passato a fare il direttore. Da un incarico rappresentativo a un’attività operativa, dunque. Continuità.

Alcuni leggono in questo “cambia ma resta” un riconoscimento a Zanichelli per l’attività svolta (tra l’altro da presidente non pigliava un euro). Ma anche l’opportunità curriculare di aspirare a ricoprire incarichi superiori nell’ambito della macchina comunale. Come quello di dirigente della Cultura.

Casella che sarà presto scoperta perché Giordano Gasparini sarebbe in procinto di andare in pensione.

LE NOSTRE BOLLETTE. Il fatto che lo sponsor - col tempo e in forza delle strategie sue e degli altri enti - si trasforma in socio è normale. Più interessante è quando lo sponsor diventa presidente: presiede e rappresenta in forza delle iniezioni di denaro che immette nella macchina della Fondazione o delle Fondazioni. È normale. Il Comune fa bene a fornire un posto di riguardo al moderno Mecenate Iren, che è tale attraverso le nostre bollette.

Resta da vedere quale fenomenologia avrà il sistema. Cioè se sarà la politica del Comune o l’energia di Iren a governare la cultura. Non soltanto la cultura.

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