Sgb sul punto nascita chiuso: «Timori che non riapra più»
Il sindacato di base ha fatto volantinaggio davanti al Magati: «Con la messa in funzione del Mire a rischio l’intera rete provinciale»
SCANDIANO. «Sono passati quasi 5 mesi da quando, causa emergenza sanitaria, il punto nascite di Scandiano è stato chiuso. A oggi né la Regione né l’Azienda Usl hanno fornito indicazioni precise su quanto tempo dovranno ancora aspettare le donne del comprensorio per vedere riattivato il punto nascite del Magati in tutta la sua funzionalità».
Così il Sindacato Generale di Base interviene nel dibattito sull’ospedale di Scandiano: venerdì ha fatto volantinaggio davanti all’ingresso principale. Chiede alla Regione chiarezza, politiche di stabilizzazioni e assunzioni nella sanità, la conferma dei premi e la quattordicesima.
«Rammentiamo – fanno notare – che nel 2017 il punto nascite di Castelnovo Monti è stato definitivamente chiuso e che il Ministero della Salute aveva concesso una deroga di due anni per quello di Scandiano, deroga che è ormai giunta a scadenza. Non vorremmo che dietro reconditi espedienti sull’emergenza Coronavirus la governance regionale avesse già deciso di negare in via definitiva il diritto di partorire al Magati. Un segnale negativo in tal senso arriva anche dal fatto che, proprio presso il reparto di ostetricia e ginecologia di Scandiano, è stato implementato un servizio di libera professione intramoenia, integrato con il Santa Maria Nuova. Una sorta di “privatizzazione soft” per le prestazioni pre-parto a cui le future mamme del distretto ceramico possono accedere (pagando!), salvo poi andare a partorire presso il presidio provinciale di Reggio Emilia. Essendo ancora chiusi anche i punti nascita di Guastalla e Montecchio, quello del capoluogo reggiano è l’unico ospedale dove le donne possono partorire. Una situazione che deride tutta la retorica pomposa pre e post elettorale del presidente Bonaccini sulla riapertura dei punti nascita e che, forse, rappresenta un’anticipazione di ciò che sarà effettivamente il futuro MIRE. C’è più di un timore che, con la messa in funzione del MIRE, l’intera rete dei punti nascita provinciali non possa essere più sostenibile». —
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