Gazzetta di Reggio

Reggio

la manifesTAZIONE  

Un arcobaleno di persone in piazza Prampolini a sostegno della legge Zan

Nicole Nasi
Un arcobaleno di persone in piazza Prampolini a sostegno della legge Zan

Arcigay, Nondasola e Non una di meno Reggio Emilia si sono uniti per contrastare le violenze e le discriminazioni «Ne va delle nostre vite».

2 MINUTI DI LETTURA





reggio emilia

La battaglia a sostegno della legge Zan contro le discriminazioni per sesso, genere, identità di genere e orientamento sessuale continua. Ieri pomeriggio, infatti, le sezioni reggiane di Arcigay Gioconda, Nondasola e Non una di meno hanno manifestato in piazza Prampolini, in tono pacifico, allegro e colorato, coinvolgendo i passanti.

Hanno raccontato storie vere e realtà difficili, ricordato le discriminazioni che tante persone hanno subìto a Reggio Emilia; in un negozio di Scandiano, l’anno scorso, una ragazza, che stava acquistando abiti maschili, è stata additata come «inversa» dalla commessa, mentre nel 2013 due ragazzi sono stati picchiati perché gay.

«Consideriamo la legge uno strumento efficace contro l’omolesbobitransfobia e la misogenia – spiega Alberto Nicolini, presidente di Arcigay Gioconda – Deve essere inclusiva e prevedere azioni concrete. Servono fondi per le case di accoglienza per chi è rimasto senza un tetto a causa del proprio orientamento sessuale. Oggi siamo qui per una legge migliore. Ne va delle nostre vite». Dello stesso parere sono anche Carla Ruffini e Barbara Bertani di Non una di meno che affermano: «È molto importante che in questa città le soggettività femministe, transfemministe e Lgbtqia+ siano scese in piazza per prendere parola. La legge Zan è un punto di partenza necessario verso la liberazione radicale da questo sistema. Continueremo a batterci contro il pregiudizio e lo stigma sociale. Vogliamo un’educazione sessuale nelle scuole e risorse economiche, spazi sicuri dove poter stare e chiedere aiuto in caso di violenza. Questa, però, deve essere una lotta condivisa». A sostenere queste opinioni c’è anche l’associazione Nondasola: «Sosteniamo i diritti di ognun*. Aderiamo a questa piazza in coerenza con le battaglie che i centri anti-violenza, come il nostro, da tempo hanno messo in campo per contrastare la piaga sociale. La misogenia ha in comune con l’omotransfobia l’intolleranza per i “corpi” che escono dalla normatività di genere, rompendo gli schemi eteronormati imposta dal sistema politico-culturale attuale».

Giovedì si è festeggiato un anno dall’approvazione della legge regionale contro l’omotransnegatività, ma come possiamo constatare, l’argomento fa ancora discutere. «Il mio sostegno va a chi in queste ore è impegnato in una battaglia di emancipazione e civiltà per la difesa dei diritti umani – dichiara Federico Amico, consigliere regionale di Emilia Romagna Coraggiosa – Per questo riceve minacce, intimidazioni ed è bersaglio di campagne d’odio e diffamazione. Il Parlamento approvi al più presto la legge Zan ».—



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google