Aveva in mano il crocefisso appena rubato nel duomo
L’allarme del parroco, poi i carabinieri risalgono al ladro Don Rossi: «Non avrei voluto fosse denunciato, mi spiace»
GUASTALLA
Forse in preda a una crisi mistica è uscito dalla chiesa portandosi via un antico crocefisso in ottone esposto su un altare. Un gesto inspiegabile compiuto da un 27enne di origine pakistana, con problemi di carattere psicologico, già seguito dai servizi Ausl, che venerdì mattina ha staccato e portato via dalla cappella del Santissimo Sacramento in duomo il crocefisso risalente alla fine dell’Ottocento. Nell’eseguire questa incauta operazione la croce si è spezzata staccando la figura di Cristo.
Tuttavia grazie a un’indagine lampo i carabinieri della stazione di Guastalla sono riusciti a risalire all’autore del furto, a restituire il crocefisso al don e, quindi, a procedere, d’ufficio, alla denuncia a piede libero del 27enne per furto aggravato.
È stato il parroco, don Nildo Rossi, a rivolgersi ai carabinieri della locale stazione per segnalare il furto quando ha notato che dalla cappella del Santissimo era sparito il crocefisso in ottone.
Gli elementi raccolti dai militari dell’Arma in sede di denuncia, dato che lo stesso parroco aveva notato aggirarsi in duomo un giovane con fare furtivo, hanno fatto subito cadere i sospetti sul 27enne di Guastalla, già noto.
Il passo successivo è stato quello di recarsi a casa del giovane, dove il 27enne è stato trovato con ancora la refurtiva in mano.
Recuperato il crocefisso e restituito al parroco, ai carabinieri di Guastalla non è rimasto altro che formalizzare una denuncia in stato di libertà a carico del 27enne, il quale dovrà ora rispondere del reato di furto aggravato.
«Mi dispiace per il giovane – ha detto il parroco don Nildo – Non avrei mai voluto che venisse denunciato perché so che ha qualche problema».
Sembra che il giovane, figlio di una famiglia di origine pakistana, di religione mussulmana, avesse espresso il desiderio di convertirsi al cristianesimo.
Pur restando un gesto inspiegabile dal punto di vista razionale è probabile che il furto del crocefisso sia avvenuto in un momento di crisi mistica del giovane, ma senza la volontà di impossessarsi dell’oggetto sacro per altri scopi malevoli.
È stato l’architetto Antonio Vasconi nel 1671 a realizzare la cappella laterale del Santissimo Sacramento, affrescata da Giovan Battista Bolognin dove è collocato il crocefisso che è stato rubato e dove sono conservate altre opere sacre di valore storico e artistico: la statua in cedro della Madonna del castello; la Madonna col Bambino, di scuola emiliana; San Giuseppe con Gesù bambino, di Gerolamo Degiovanni; San Francesco riceve le Stimmate, di scuola cremonese; la Madonna del Rosario; il Battesimo di Gesù del Gualdi. —
Mauro Pinotti
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