Crisi lunga, picco per la cassa integrazione
Tra aprile e giugno +20,5 milioni di ore a Reggio rispetto allo stesso periodo 2019. La Cgil: «Estendiamo le coperture»
REGGIO EMILIA
La cassa integrazione tra aprile e giugno 2020 solo a Reggio Emilia è cresciuta di 20 milioni e 500mila ore rispetto allo stesso periodo del 2019. Un’enormità, secondo la rilevazione effettuata dalla Cgil dell’Emilia-Romagna su dati Inps, e che necessita quindi dell’estensione delle coperture per la cassa e l’ulteriore blocco dei licenziamenti, come richiede la Camera del Lavoro. A giugno 2020, calcola la Cgil, le ore autorizzate di cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga) e di assegni dei fondi di solidarietà sono state infatti di circa 43,7 milioni in regione. Nel periodo gennaio-giugno 2020, quindi, arriviamo a toccare 165.855.936 milioni di ore autorizzate di cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga), a cui si aggiungono 60.905.807 ore di assegni dei fondi di solidarietà per un totale di 226.761.743 ore autorizzate. Nel primo semestre dell’anno abbiamo già ampiamente staccato il dato record della grande crisi, quando nell’intero 2010 erano state autorizzate 118,4 milioni di ore di cassa integrazione.
Il solo 2020 è ormai vicino ad eguagliare la somma delle ore di cassa autorizzate nell’intero quinquennio 2015-2019.
L’utilizzo degli ammortizzatori sociali è cosi suddiviso. La cassa ordinaria è stata pari 121.782.671 ore, in fortissimo aumento rispetto alle 3.981.007 del 2019 (+2.959,1%). La cassa straordinaria è stata pari a 6.753.322 ore, in aumento rispetto alle 5.501.725 del 2019 (+22,7%). La cassa in deroga è stata pari a 37.319.943 ore, in aumento rispetto alle 83.009 del 2019. I fondi di solidarietà sono stati pari a 60.383.11, mentre altri fondi hanno occupato 522.693.
A questi dati vanno sommati il settore dell’artigianato e i lavoratori somministrati, non erogati dall’Inps ma dai fondi di solidarietà bilaterali. Parliamo in Emilia-Romagna di 88.388 lavoratori nel settore dell’artigianato (per ben 21.383 accordi conclusi) e 22.000 lavoratori somministrati coinvolti negli accordi che abbiamo finora sottoscritto (4.560) per accedere agli ammortizzatori sociali.
A livello territoriale, in riferimento ai soli dati della cassa integrazione guadagni (differenza tra aprile-giugno 2020 e stesso periodo 2019), oltre al +20,5 milioni di ore conteggiato a Reggio, c’è Bologna con +40,6 milioni di ore, Ferrara con +7,6 milioni di ore, Forlì-Cesena con +12,7 milioni, Modena +32,5 milioni, Parma +13 milioni, Piacenza +9 milioni, Ravenna +10 milioni, Rimini + 9,6 milioni.
«La nostra Regione, come il resto del Paese, si è fermata e ora prova a ripartire, ma la ripartenza è lenta e difficile e questi dati ce lo dimostrano – fa sapere la Camera del Lavoro regionale – Bisogna fare tutto il necessario perché la difficoltà del rilancio non venga scaricata sui lavoratori e le lavoratrici. Per questo serve che il Governo approvi al più presto l’estensione degli ammortizzatori sociali e del blocco dei licenziamenti fino a fine anno, come richiesto dai sindacati. Il risultato ottenuto in Europa deve essere poi tradotto in scelte di prospettiva: una riforma fiscale in senso di maggior progressività e lotta vera all'evasione, investimenti nella sanità pubblica, nella conoscenza, nella cultura, nella digitalizzazione, nella sostenibilità sociale e ambientale dello sviluppo. Tutto ciò mettendo al centro il lavoro stabile, di qualità e in sicurezza e un grande piano per l'inclusione sociale, la previdenza e una necessaria legge per la non autosufficienza». —
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