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Il Coronavirus non ferma la Pastasciutta antifascista In 500 a tavola a Casa Cervi

Il Coronavirus non ferma la Pastasciutta antifascista In 500 a tavola a Casa Cervi

Edizione a numero chiuso per il 77° anniversario della caduta del fascismo Ma con il “Pasta Challenge” da tutta Italia hanno partecipato anche virtualmente

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Prenotazioni, tavoli lontani l’uno dall’altro, regole di distanziamento. Come per tutti gli eventi aggregativi del periodo, anche per la “Pastasciutta antifascita” di Casa Cervi – che celebra il 77esimo anniversario dalla caduta del fascismo e quel rito inaugurato dai fratelli Cervi e replicato non solo in terra reggiana – quest’anno ha dovuto sottostare al rigido protocollo organizzativo pur di non mancare. Ma questo non ha scoraggiato né gli organizzatori, e nemmeno i partecipanti che già da una settimana avevano fatto registrare il tutto esaurito, nelle prenotazioni.

UNA FESTA DIVERSA

E la festa, seppure diversa da quella a cui siamo abituati quando Casa Cervi viene “inondata” di partecipanti, ieri sera è andata in scena comunque. Resistendo, viene da dire, al Coronavirus, alla pandemia che negli ultimi mesi ci ha costretto a cambiare abitudini, approccio verso gli altri per, giustamente, cercare di ridurre il più possibile le occasioni di contagio.

Ma Casa Cervi non si ferma. Dopo aver ripreso le attività culturali ed educative con il Festival teatrale di Resistenza e i ragazzi dei campi estivi, ieri sera il grande parco dei Campirossi ha aperto le sue porte al pubblico.

L’ospite

Alla fine, gli ingredienti sono stati comunque quelli di ogni anno, con la pastasciutta per tutti e il ristoro tipico, disponibile per tutta la serata. Dal palco si sono sentiti i saluti delle autorità con la presidente Albertina Soliani e la premiazione del festival. L’ospite di questa edizione è stata una grande amica di Casa Cervi, Antonella De Miro, l’ex prefetto che in terra reggiana ha avuto un ruolo decisivo nella lotta contro le mafie e anche per la presa di coscienza delle infiltrazioni della criminalità organizzata. Alla serata ha partecipato anche il procuratore capo di Reggio, ex magistrato della Dda di Bologna Marco Mescolini.

La De Miro è stata intervistata per l’occasione dal giornalista Paolo Bonacini.

PASTASCIUTTA SOCIAL

Ma se quest’anno Casa Cervi non ha potuto aprire le porte a tutti coloro che avrebbero voluto, via social ha cercato comunque di arrivare a tutti. Per l’edizione 2020, infatti, l’evento è stato lanciato un mese prima con una grande campagna dal nome #PASTALIBERATUTTI che ha generato condivisioni e contenuti multimediali, in queste settimane di avvicinamento alla data del 25 luglio.

E quest’anno il legame con la rete delle Pastasciutte che da qualche anno sono fiorite in tutto il territorio nazionale con eventi gemelli è stato, per così, dire più sentito. Anche se in tempi di pandemia era impensabile raggiungere i numeri delle scorse annate – 120 pastasciutte “federate” nel 2019, in ogni angolo del Paese – quest’anno sono comunque state più di 30 le manifestazioni tenacemente resistenti e collegate a Casa Cervi: da Varese a Bari, da Padova a Firenze, con un particolare sforzo messo in campo dalle ANPI a Reggio Emilia, dove per iniziativa del Provinciale sono state promosse una decina pastasciutte reggiane a “rinforzo” della serata di Gattatico, che per ovvie ragioni non ha potuto accogliere oltre i 500 prenotati. —

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