«Il nostro Tricolore fatto a mano per rendere omaggio alla sanità»
Ultimata dal laboratorio Rt-Restauro tessile la preziosa copia della bandiera. Sarà esposta in ospedale
REGGIO EMILIA
«Nella fase più drammatica e impegnativa per la vita della nostra città e dei nostri concittadini ci siamo spesso interrogate su come poter portare il nostro personale contributo a supporto dell’emergenza. Come tante altre realtà, sentiamo un forte radicamento con gli spazi e la storia di Reggio e guardiamo al nostro lavoro con crescente responsabilità civica. Venendo a conoscenza della volontà dell’amministrazione di donare il Primo Tricolore al Santa Maria, come segno di unità e vicinanza tra gli enti della città, ci siamo proposte per realizzarlo con le nostre capacità e competenze artigiane». Sono parole delle artigiane specialiste del laboratorio Rt-Restauro tessile di Albinea, di fama nazionale, che hanno terminato la realizzazione del Primo Tricolore “speciale”, tessuto e ricamato a mano, che sarà consegnato all’Ausl come ringraziamento al mondo sanitario per l’impegno nell’emergenza Covid.
L’idea era stata espressa dal sindaco Luca Vecchi durante la visita al Santa Maria Nuova con rappresentanti della Protezione civile, lo scorso 9 aprile. Il consiglio comunale, il 15 giugno, ha approvato all’unanimità la proposta. A partire da questo impegno, le artigiane del laboratorio Restauro tessile si sono offerte di realizzare volontariamente e a titolo gratuito una copia preziosa e unica della prima bandiera, che sarà consegnata all’Ausl ed esposta all’interno dell’ospedale.
In questi giorni il presidente del Consiglio comunale Matteo Iori, con alcuni consiglieri, ha fatto una visita istituzionale al laboratorio, trovando e ammirando la splendida opera ormai compiuta: «Voglio esprimere, a nome di tutto il consiglio, un ringraziamento speciale a queste artigiane», ha Iori. Ad accogliere Iori e la delegazione di consiglieri – formata da Gianni Bertucci, Matteo Melato, Cristian Panarari, Palmina Perri e Cinzia Ruozzi – le restauratrici Ivana Micheletti, Stellina Cherubini, Cristina Lusvarghi e Annalisa Biselli, che operano nel laboratorio con la collega Angela Lusvarghi, occupandosi dal 1993 di restauro e conservazione di tessili antichi, arazzi, costumi, paramenti ecclesiastici e tappezzerie. «Prendendoci cura del patrimonio tessile del territorio conosciamo il valore di questi oggetti come testimonianza e simbolo di ciò che è stato e di ciò che sarà – spiegano –Abbiamo realizzato il Tricolore per l’ospedale mettendo in campo l’esperienza nella ricerca di materiali e modalità di confezione, che ne rispettassero gli aspetti storici. Le tele di seta sono frutto di una ricerca sui colori del Risorgimento, che si è avvalsa dell’archivio di tonalità già impiegate per il restauro dei cimeli del Museo del Tricolore. Si è cercato un tono di verde, bianco e rosso che avesse un aspetto naturale. Il ricamo eseguito manualmente è stato riprodotto rispettando il disegno originale della Bandiera Cisalpina-Primo Tricolore. La finitura su tre lati con una frangia d’epoca in metallo dorato dona al manufatto un aspetto di preziosità che ben si addice al valore intrinseco di questo oggetto». —
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