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Reggio Emilia, gli Hogs ripuliscono via Agosti dalle siringhe: «Dateci un campo dove giocare»

Leonardo Grilli
Reggio Emilia, gli Hogs ripuliscono via Agosti dalle siringhe: «Dateci un campo dove giocare»

I ragazzi hanno raccolto decine di siringhe: «Chiediamo solo uno spazio per il football americano, vestiamo la maglia granata anche noi»

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REGGIO EMILIA. I tifosi della Reggiana aspettavano da 21 anni il ritorno in Serie B, e ora lo hanno finalmente ottenuto. Ma in città ci sono altri giocatori che, da un tempo ancor più lungo, attendono una cosa molto più semplice: un campo regolamentare a loro dedicato dove poter disputare le partite. Si tratta degli Hogs, gli atleti di football americano di Reggio, che da 36 anni sperano di veder finalmente riconosciuta la loro disciplina come merita.

Perché, come ricorda il presidente Federico Scolari, «anche noi vestiamo la maglia granata». Per ora la squadra è stata sistemata provvisoriamente nella vecchia palazzina utilizza dalla Reggiana di Mike Piazza, in via Agosti, la stessa che era usata anche dalle giovanili di calcio. E, dagli ultimi incontri fra la società, la Fondazione per lo Sport e l’assessore Raffaella Curioni, sembra che anche il prossimo anno gli Hogs saranno destinati a rimanere dove sono.

Ma le problematiche di quel luogo sono diverse, come ricorda Scolari: «La struttura che ci ospita ha bisogno di un’altissima manutenzione e ha dei costi molti alti perché è vecchia, ha bisogno di una vera e propria riprogettazione. Ma il problema più grande è che il campo che usiamo va bene solo per gli allenamenti, le partite siamo costretti a disputarle a Scandiano, tra l’altro chiedendo ogni anno una deroga alla Federazione perché il terreno non è regolamentare».

Nonostante questo, da quando i ragazzi degli Hogs si sono spostati in via Agosti hanno iniziato, assieme al Csi che ha sede lì accanto, a prendersi cura dello spazio che li accoglie. Uno spazio sempre più invaso, dopo il lockdown, da tossicodipendenti, spacciatori e decine di siringhe usate che gli sportivi raccolgono come forma di volontariato. Non solo. «Più di una volta – racconta Scolari – i ragazzi hanno dovuto scacciare in malo modo delle persone che si aggiravano fra le macchine parcheggiate e ogni volta che c’è da manutenere il verde ci diamo da fare».

Insomma, gli Hogs si danno da fare per tenere in ordine pur consapevoli, continua Scolari, «che non c’è un trattamento equo. Il baseball ha una sua sede naturale e un campo dedicato, la squadra di rugby ha sempre avuto un centro sportivo dedicato, la società di ciclismo altrettanto, noi chiediamo solo di avere un campo da gioco regolamentare e una sede in cui poter far svolger attività sociale ai ragazzi. Capisco che l’area di via Agosti sarà sbilanciata sulla Reggiana, dopo 21 anni hanno tutte le ragioni del mondo, ma credo, e forse sono un utopista, che si possano fare delle cose assieme senza gelosie fra sport. Anche perché non pretendiamo che i nostri ragazzi vadano a cambiarsi negli spogliatoi della Reggiana, nemmeno in quelli delle giovanili».

Quello che chiedono gli Hogs al Comune è, in sintesi, di poter avere due dei 15 campi di via Agosti per loro o, in alternativa, un campo in sintetico da condividere anche con gli altri sport. Insomma, un luogo per loro, o “anche” per loro che finalmente, dopo 36 anni, possa far sentire a casa questi ragazzi, quasi 150 iscritti. «Con la Curioni abbiamo sempre avuto un buon dialogo e abbiamo sempre trovato disponibilità – continua Scolari – ma ora vogliamo capire se c’è un progetto per noi all’interno di via Agosti».

Anche perché lì «si potrebbero saldare diverse convergenze comuni come una struttura che possa ospitare una sala pesi. La reggiana ha una squadra che militerà in B e credo ne abbia bisogno per la preparazione. Noi di solito cominciamo l’attività alle 17.30, non vedo perché non potremmo condividerla. Ma le idee sono tante, bisognerebbe soltanto realizzarle».

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