Il 30 Mattarella e il 2 agosto c’è la Casellati
REGGIO E MILIA
Della strage del 2 agosto 1980 alla stazione si sanno già molte cose. Però «è un evento al quale non si fa il callo», afferma Carlo Lucarelli, autore e voce del nuovo documentario “2 agosto 1980. Un giorno nella vita”, in onda l’1 agosto alle 23.40 su RaiUno, alla vigilia del 40esimo anniversario dell'attentato. Il documentario, realizzato dalla Ruvido produzioni, oltre che da Lucarelli è stato scritto da Federica Campana e Paola Mordiglia, per la regia di Alessandro Nidi.
«Come casa di produzione con sede a Bologna – sottolinea il presidente della Ruvido, Carlo Gavaudan – abbiamo sentito una forte esigenza di poterci concentrare su questo anniversario così importante». Nonostante le difficoltà imposte dall’emergenza Covid, il risultato è un documentario di 55 minuti e la messa in onda su Raiuno. Guardandolo «spero che la gente rinnovi l'emozione», afferma Lucarelli, perché si tratta di un evento noto ma «ogni tanto ci raffreddiamo. Qualcuno non lo conosce, qualcuno se lo dimentica e noi vogliamo ricordarglielo». Un altro obiettivo, poi, è «mettere in fila un po’ tutti i punti fermi di questa situazione, per capire quelli che mancano e che cosa ci dobbiamo aspettare sulle nuove indagini, i nuovi processi, i nuovi sviluppi sui mandanti», aggiunge Lucarelli. Perché sulla strage «si può scavare ancora molto, sicuramente. Abbiamo tante cose che non sappiamo assolutamente. Perché è avvenuta, qui a Bologna, in quel momento e chi l'ha ordinata. Abbiamo saputo chi l'ha coperta, ad esempio, però vogliamo sapere perché l’ha fatto e per ordine di chi», continua lo scrittore e conduttore.
Tutto questo «noi non riusciremo a raccontarlo all'interno di un programma come il nostro, che non è di investigazione. Non diremo novità, però mettere in fila i fatti e una serie di punti interrogativi è importante», rimarca Lucarelli, che suddivide così i contenuti del documentario: un terzo emozioni, un terzo ricostruzione della vicenda giudiziaria, un terzo i più recenti sviluppi sui mandanti. Anche se è difficile sintetizzare 40 anni in meno di un’ora, ci vorrebbe una serie vera e propria – dice Lucarelli – ma è solo una suggestione, non un progetto: però certo, «mi piacerebbe». Il progetto presentato «è un messaggio che, per via filmica, sicuramente sarà utilissimo per far comprendere cos’è stato quel 2 agosto e tutto il percorso per arrivare alla verità da parte non solo dei familiari ma di tutta la città di Bologna e dell’Italia», dichiara il presidente dell’associazione dei parenti delle vittime, Paolo Bolognesi. —
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