Partorisce bimba prematura all’ospedale Sant’Anna
La gestante, alla 24ª settimana, stava male e ha chiesto un aiuto sanitario L’elisoccorso è arrivato a travaglio in corso e la piccola è stata fatta nascere
CASTELNOVO MONTI
Una bimba prematura è nata ieri mattina all’ospedale Sant’Anna. A rendere noto l’evento è la stessa direzione sanitaria dell’Ausl di Reggio con una nota. La donna, che abita a Villa Minozzo, era al sesto mese di gravidanza quando ha chiesto aiuto perché non stava bene.
Il PARTO
«Una donna, residente nel Distretto di Castelnovo Monti, alla 24° settimana di gravidanza, si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale montano per dolori addominali – spiegano in una nota – I sanitari, in continuo contatto con il personale dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio, hanno deciso di attivare l’elisoccorso per l’immediato trasporto a Reggio».
All’arrivo dell’elicottero, poiché era già iniziato il travaglio attivo, i sanitari hanno deciso di procedere con il parto direttamente all’ospedale Sant’Anna, dove è nata una bambina, assistita dal personale ostetrico e anestesiologico che ha provveduto alla sua stabilizzazione.
«Successivamente – spiega ancora la nota dell’Ausl – la bambina è stata presa in carico dall’èquipe neonatologica del Santa Maria Nuova giunta a Castelnovo Monti, dopo l’attivazione, e quindi trasferita in neonatologia a Reggio. Contemporaneamente anche la madre, le cui condizioni sono sempre state buone, è stata trasferita in ambulanza a Reggio Emilia». «Le condizioni della piccola sono attualmente stabili, sebbene critiche, in relazione alla sua prematurità estrema e al bassissimo peso».
Il parto avviene in settimane in cui il dibattito sulla riapertura dei punti nascita in montagna, mai sopito, è tornato a essere particolarmente sentito dopo che la Regione, a più riprese, ha garantito che saranno riaperti.
IL DIBATTITO
È dalla fine del 2017 che il reparto di ostetricia del Sant’Anna è chiuso.
Una chiusura che ha fatto nascere comitati di protesta, come “Le Cicogne” e “Dinamo”: prima per chiedere che non venisse chiuso, quindi a chiusura avvenuta per chiederne a gran voce la riapertura. Alimentando un dibattito che il passare del tempo non ha mai scoraggiato.
Il tema è diventato centrale anche nelle recente campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale, sentito in particolare in montagna dove chiusure determinante dai parametri governativi – il numero di parti annui, che determinerebbero secondo le direttive la sicurezza dei reparti stessi – sono più difficili da accettare in un territorio dove spostarsi è complesso.
Più recentemente, l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, ha ribadito che la riapertura dei punti nascita della montagna è l’obiettivo del secondo mandato della giunta di Stefano Bonaccini. —
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