Ponte di Veggia, opinioni lontane fra Casalgrande e i vicini di Sassuolo
Il sindaco modenese vuole un intervento risolutivo e la ciclopedonale. Il no di Daviddi: «Priorità alla scuola»
CASALGRANDE. Posizioni lontane, sui modi, sui tempi, sulla visione. Stanno emergendo fra i Comuni di Casalgrande e Sassuolo, proprietari del ponte di Veggia sul Secchia. Negli ultimi incontri fra enti pubblici, sono emerse posizioni molto diverse; nel corso di diverse assemblee il sindaco di Sassuolo ha ribadito che per il suo Comune l’unica soluzione è arrivare il prima possibile a un’operazione risolutiva, senza pensare a soluzioni tampone che permetterebbero almeno alle corriere di passare.
Per Casalgrande, invece, la questione del trasporto scolastico è prioritaria. Adesso è il sindaco Giuseppe Daviddi a prendere posizione, ribadendo la centralità del tema scolastico: «L’impegno a rendere nuovamente percorribile in sicurezza dal trasporto pubblico il ponte è per noi assolutamente fondamentale, è tecnicamente fattibile e gli interventi saranno propedeutici a un intervento più completo, senza disperdere risorse», sottolinea Daviddi.
Si parla anche di risorse, da richiedere anche a Regione e Ministero: «Sull’ipotesi di andare a chiedere fondi alla Regione per una ristrutturazione complessiva del ponte di Veggia, l’amministrazione di Casalgrande ritiene che sia opportuno prima di bussare a certe porte, avere idee chiare su quello che si vuole fare. Come primo passo, prescindendo dalla soluzione complessiva, riteniamo ci sia la possibilità, attraverso soluzioni tecniche di consolidamento, di arrivare ad aprire l’infrastruttura al trasporto pubblico, ed è prioritario farlo nel minor tempo possibile». Le scuole prima di tutto, dunque, a poco più di sei settimane dalla prima campanella.
Un’altra questione è la nuova pista ciclopedonale, con costi da definire. Per Daviddi, esiste un’alternativa abbordabile già disponibile: «Ad appena 300 metri di distanza questo attraversamento sul fiume esiste già, è pienamente funzionale e consente di arrivare a Sassuolo direttamente nella zona scolastica. Un percorso sicuro, lontano dal traffico e a costo praticamente zero, quindi, esiste ed è disponibile senza dover fare nuovi progetti: noi faremo la nostra parte completando i collegamenti con la rete ciclopedonale esistente, operazione di rapida realizzazione sul territorio casalgrandese».
Senza contare che l’attuale passaggio pedonale sarebbe «un attraversamento tecnico, destinato in origine solo agli operai per le manutenzioni, oggi impropriamente utilizzato come ciclopedonale. Andrebbe del tutto chiuso». Durante le varie assemblee, Menani ha definito «disperato» sul tema il Comune di Casalgrande.
«Casalgrande non è un comune “disperato”: questa è una parola che non fa parte del nostro vocabolario ne pratico ne politico. Per chi amministra, l’orizzonte è quello della soluzione dei problemi, e la troveremo anche in questo caso», è la replica.
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