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«È da allargare il perimetro delle responsabilità penali»

A.V.
«È da allargare il perimetro delle responsabilità penali»

Elena Benassi si schiera  con i cittadini ma incalza: «È emerso che non è stato un fatto eccezionale, c’è stata una mancata allerta»

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Brescello

«Continueremo a lavorare e lottare affinché venga finalmente a galla tutta la verità su quanto accaduto quel 12 dicembre. Il Comune si schiera a fianco dei cittadini, verso i quali abbiamo l’obbligo di garantire trasparenza, legalità e giustizia». Con queste parole, sulla sua pagina Facebook, la sindaca Elena Benassi ha reagito alla notizia della chiusura delle indagini mirate ad accertare i fatti che portarono l’Enza ad allagare la frazione di Lentigione. La giovane prima cittadina visse in prima persona il dramma dell’alluvione, insieme alla propria famiglia, con la quale dovette fronteggiare gravi danni all’abitazione e la perdita di diversi beni. «Il nostro obiettivo – aggiunge Benassi – è che venga fatta piena luce sulle cause tecniche di quel disastro. Bisognava fare presente che quel tratto di argine era basso e che il livello non era garantito, senza contare che non era stata fatta manutenzione alle casse d’espansione. Per l’amministrazione comunale si deve allargare il perimetro delle responsabilità, considerando gli aspetti della mancata allerta ai cittadini e la mancanza dell’attivazione del piano d’emergenza comunale, avvenuta quando era troppo tardi. Le indagini hanno fatto emergere con chiarezza che non si è trattato di un evento eccezionale, come qualcuno ha continuato a ripetere in quei giorni: è vero che altre volte si era verificata la chiusura del ponte sull’Enza al raggiungimento degli 11 metri, ma mai in precedenza ciò era avvenuto in concomitanza con altri livelli preoccupanti lungo il torrente, come quella notte. Non è stato fatto tutto quello che si poteva».

La sindaca sottolinea anche altri aspetti critici, legati al presente. «Al momento – prosegue – il rialzo degli argini è completamente fermo, per la mancanza di fondi di Aipo. Fortunatamente la pulizia dell’alveo effettuata due estati fa ha permesso un buon scorrimento dell’acqua, ma si tratta di operazioni che vanno effettuate periodicamente. Anche l’argine che è stato ricostruito rispetta vecchi piani e andrebbe alzato».

«Al momento – conclude Benassi – è ancora presto, ma quando il quadro sarà più chiaro il Comune si costituirà sicuramente parte civile. I risarcimenti? Li vivo con un doppio stato d’animo: da amministratrice cerco di fare il massimo per ottenerli, da cittadina mi rendo conto che si tratta di conquiste parziali, perché se anche tante risposte sono arrivate, non sono ancora sufficienti». —



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