«I soldi di Iren sono fondamentali per finanziare la vita culturale»
Vecchi e Zanni sulla scelta di Grotti a guida della Fondazione «Uomo di cultura, felici che la multiutility investa così tanto»
reggio emilia
Parafrasando l’attuale meccanismo delle nomine all’interno del Cda di Palazzo Magnani con un proverbio popolare, si potrebbe dire che non si muove foglia che Zanni, e soprattutto Vecchi, non voglia.
Il consiglio di amministrazione della Fondazione è infatti composto da cinque membri, compreso il presidente, nominati per due quinti dalla Provincia di Reggio Emilia, per due quinti dal Comune di Reggio e per un quinto dai fondatori aderenti a maggioranza, riuniti in assemblea. Il nuovo presidente, Gianpiero Grotti, fa parte di quest’ultima quota ed è stato quindi scelto da Iren Emilia, Cna Reggio e lo Studio Legale Sutich-Barbieri-Sutich.
Nonostante questo, il peso della Provincia e soprattutto del Comune nelle nomine e nell’indicazione del presidente è predominante. Ed è dunque a loro che va posta la questione sull’opportunità di scegliere un manager di Iren, Grotti appunto, come vertice della Fondazione. E il motivo dello spostamento di Davide Zanichelli da presidente a direttore.
i soldi di iren
La risposta più significativa di Luca Vecchi e Giorgio Zanni, che hanno scritto una nota congiunta, è contenuta forse nelle righe finali del testo da loro inviato: «Accade in tutte le città che i soggetti privati investano sulla cultura, nel caso specifico registriamo con favore che un gruppo importante come Iren, a controllo pubblico, abbia raccolto l’indirizzo dei propri soci a impegnarsi in modo significativo sul territorio ed in particolare sulla progettazione culturale».
Iren, in sostanza, è il principale finanziatore di molti eventi culturali in città e provincia e, di fatto, senza i suoi soldi molte iniziative sarebbero drasticamente ridotte. Questo, quindi, uno dei motivi che hanno portato alla scelta di un manager di spicco della multiutility.
Non a caso il sindaco e il presidente della Provincia rincarano la dose: «In tempi di Covid, di luoghi della cultura chiusi e di protagonisti di questo mondo in ginocchio, di grande incertezza su come potranno ripartire quest’autunno, in un Paese nel quale ancora molto spesso prevale il pensiero che vede il sapere e le istituzioni culturali in secondo o terzo piano nel dibattito, il fatto che Iren nell’ambito delle azioni per la propria responsabilità sociale d’impresa investa oltre 10 milioni di euro per progetti prevalentemente culturali, su tutti i territori in cui opera, è un fatto importante. È così a Torino, Genova ed è così in Emilia, non solo a Reggio».
decisioni collegiali
Vecchi e Zanni proseguono poi con un’excusatio non petita riguardo al ruolo di presidente come uomo solo al comando della Fondazione, descrizione in realtà mai fatta dalla Gazzetta in questi giorni di inchiesta.
«La rappresentazione del presidente di Palazzo Magnani come di un plenipotenziario – scrivono i due politici – che decide in autonomia, che determina in solitudine le politiche dell’ente è, casomai qualcuno ne intendesse la funzione in questo modo, fuorviante. Il presidente e il Cda, espressione dei soci, agiscono di concerto fra loro e con il Comitato scientifico e il management, lavorando per sviluppare le strategie che vengono decise unitariamente, condividendole con il Comune e la Provincia».
Le istituzioni culturali, continuano, «hanno potuto realizzare i propri progetti in questi anni grazie anche a una partnership che non è mai venuta meno. Vorremmo pensare che eguale investimento sulla cultura arriverà nei prossimi anni anche dal mondo privato, perché le nostre città hanno bisogno di investire sulla cultura come motore di sviluppo. E quando questo accade è nelle cose che vi sia anche un coinvolgimento nella governance».
la scelta di grotti
Da qui dunque la decisione di «proporre insieme a Gianpiero Grotti di guidare il consiglio di amministrazione per portare avanti in continuità il progetto di Palazzo Magnani. Grotti ha assunto in questi anni l’importante funzione di vicepresidente della Fondazione I Teatri, ha esercitato in una fase temporanea anche la funzione di presidente vicario, l’ha svolta con equilibrio e serietà come tanti hanno potuto apprezzare. Non è solo un dirigente del gruppo Iren, ma è ormai una collaudata personalità di garanzia per i ruoli assunti in questi anni».
la vicenda zanichelli
Per quanto riguarda infine la direzione assunta da Davide Zanichelli, è stato «nominato dal consiglio d’amministrazione» ed è «in grado di sviluppare il lavoro di Palazzo Magnani in coerenza con le politiche degli anni scorsi, che hanno visto l’ente sviluppare un cartellone sempre più ampio e interagire non soltanto col mondo culturale, ma anche con quello della scuola e del welfare. L’incarico a Zanichelli darà continuità e porterà a compimento il grande lavoro seminato nella consiliatura precedente (trasformazione della formula di Fotografia Europea, protocollo con l’Ermitage, integrazione con il territorio): il direttore coordinerà per il prossimo triennio la struttura operativa della Fondazione».
In vista, forse, di prendere il posto del dirigente comunale della cultura, Giordano Gasparini, in procinto di andare in pensione. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
