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commemorazione 

Reggiane, il ricordo a 77 anni dall’eccidio

Adriano Arati
Reggiane, il ricordo a 77 anni dall’eccidio

Si svolgono oggi le celebrazioni alla presenza di Giglio Mazzi Alle 17.30 deposizione di un mazzo di fiori in via Agosti 

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REGGIO EMILIA

Oggi pomeriggio si svolgeranno le celebrazioni ufficiali per il 77esimo anniversario dall’eccidio delle Reggiane del 28 luglio 1943, quando i bersaglieri del Regio Esercito uccisero nove persone, Antonio Artioli, Vincenzo Bellocchi, Eugenio Fava, Nello Ferretti, Armando Grisendi, Gino Menozzi, Osvaldo Notari, Domenica Secchi, in cinta di otto mesi, Angelo Tanzi. Erano dipendenti della principale fabbrica cittadina e stavano manifestando per chiedere la pace, dopo la destituzione di Mussolini avvenuta pochi giorni prima. Un fatto di sangue che segnò profondamente la comunità reggiana e che tanti partigiani hanno sempre ricordato come il momento della svolta e della scelta personale. Decine di ragazzi, operai delle Reggiane, decisero in quell’occasione di impegnarsi contro il regime e nei mesi seguenti presero la via della Resistenza, in montagna come in città.

Fra loro, Fernando “Toni” Ravazzini e Giglio Mazzi, il gappista “Alì”, tutt’oggi lucidissimo testimone della strage. La cerimonia prenderà il via alle 17.30 al cancello principale delle Ex Officine Reggiane in via Agosti, con la deposizione di un mazzo di fiori. A seguire il trasferimento, una camminata di qualche centinaio di metri che porterà all’altro lato del complesso, al Tecnopolo di piazzale Europa 1 per l’omaggio formale, con la sistemazione di una corona floreale davanti alla lapide dei caduti alla presenza delle autorità cittadine. Sul posto interverranno l’assessore comunale Lanfranco De Franco, la vicepresidente della Provincia di Reggio Emilia Ilenia Malavasi e il segretario generale della Uil di Modena e Reggio Emilia Luigi Tollari, a cui sarà affidato il discorso conclusivo. Il ricordo si svolgerà con le limitazioni del periodo, lontano dalle iniziative in grande stile degli passati, culminate nel 2018 con il concerto de Lo Stato Sociale proprio di fronte alle Reggiane, per il 75esimo anniversario dell’eccidio.

Si torna ancora una volta all’estate del 1943, nei giorni in cui l’Italia è scossa dalle ripetute sconfitte militari sui vari fronti. Le truppe alleate sono già in Sicilia, il fascismo è in crisi e il 25 luglio il Gran Consiglio depone Mussolini. Milioni di persone sperano nella pace, ma la guerra continua, la protesta non è permessa e una direttiva del governo Badoglio ordina di usare la forza per fermare ogni manifestazione. Il 28 luglio a Reggio centinaia di uomini e donne si ritrovano nel cuore produttivo cittadine, le Reggiane. La reazione è violentissima, i bersaglieri sparano sulla folla, oltre cinquanta persone rimangono ferite, nove vengono uccise. Fra loro Domenica Secchi, giovane operaia incinta di otto mesi, che a causa delle sue condizioni non riesce a mettersi al riparo. Il grande murale ancora visibile alle Reggiane con lo spazio di una vecchia madonnina al posto della pancia, è un omaggio a questa ragazza. Con lei cadono Antonio Artioli, Vincenzo Bellocchi, Eugenio Fava, Nello Ferretti, Armando Grisendi, Gino Menozzi, Osvaldo Notari e Angelo Tanzi. E centinaia di persone, dopo l’armistizio e la nascita della Repubblica di Salò, decidono di combattere, ma non per il re né tantomeno per il fascismo. —



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