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Reti appenniniche sotto stress Ora il Po aspetta la pioggia

A.V.

Le precipitazioni degli ultimi giorni hanno portato ristoro al Grande fiume  ma restano a quote basse gli affluenti. Si spera nella perturbazione di agosto

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Le ultime piogge hanno portato ristoro al Grande Fiume anche se solo parziale: i laghi, infatti, restano a quote basse e le aree appenniniche e della Romagna permangono in stress idrico pur non toccando livelli di emergenza grave. Le piogge previste per il 4-5-6 agosto potrebbero consentire di portare a termine la stagione colturale irrigua.È un bilancio che arriva dall’Autorità distrettuale di bacino. L’Osservatorio permanente sulle crisi idriche del distretto del fiume Po che si riunirà, con tutti i partner, per la seduta più rilevante della stagione, il 6 agosto.

È stato dunque un breve quanto estemporaneo ristoro e pure parziale, caratterizzato soprattutto da piogge a carattere temporalesco cadute in modo sparso ed assolutamente non omogeneo sul comprensorio del distretto del fiume Po, quello dei giorni scorsi, che ha però allontanato le portate dalla prima soglia critica e consente di rimpinguare al minimo l’acqua invasata dai grandi laghi alpini. «Anche i grandi laghi infatti presentano una situazione di sofferenza diffusa, dovuta alla scarsità di afflusso ed alla forte domanda di derivazione, a tutt’oggi quasi interamente soddisfatta, ma comunque in modo insufficiente per assicurare l’approvvigionamento di risorsa idrica anche nelle prossime settimane per portare a termine la maturazione delle ultime colture irrigue stagionali» spiegano dall’Autorità di bacino.

Il volume attualmente invasato risulta di 621.8 millimetri cubi (-3% sulla medie di periodo) con il lago Maggiore al 50% della sua capacità complessiva di riempimento, Como al 33,5% e Garda al 85%. Le portate del Grande Fiume, nelle diverse sezioni osservate – tra cui anche quella di Boretto, oltre a Piacenza, Cremona, Borgoforte e Pontelagoscuro – sono al di sopra dei livelli storici più bassi, ma vanno via via esaurendosi. Il momento di stress idrico è dunque tangibile, in particolare modo nelle aree appenniniche attraversate da affluenti ormai quasi asciutti e in Romagna, tenuto conto anche delle temperature destinate a mantenersi alte, con massime ben al di sopra delle medie +2/+3 gradi, e con conseguente maggiore evo/traspirazione dei terreni e delle acque rimanenti.

L’unica nota positiva è appunto l’avvicinarsi di perturbazioni tanto inattese quanto sperate. Nel bacino del Po le agenzie regionali di monitoraggio meteorologico segnalano infatti che a cavallo tra il 4 e 5 agosto e con possibili code anche per il 6 agosto, sono previste precipitazioni che in alcune aree potrebbero arrivare anche fino a 50 millimetri.

«Il distretto è in sofferenza – ha commentato il segretario generale del distretto del Po, Meuccio Berselli – anche se le piogge recenti hanno alleviato di poco lo stress causato anche dalle alte temperature. Nei prossimi giorni, fino al 4 agosto, le stesse temperature potrebbero sfiorare i 40 gradi e quindi incidere molto negativamente sulla presenza idrica, tanto da non assicurarne in alcune aree già provate un apporto minimamente sufficiente per le colture. Il prossimo Osservatorio, previsto per il giorno 6 agosto dovrebbe, secondo le previsioni, essere anticipato da piogge più corpose e in grado di incrementare i livelli, consentendo la conclusione della stagione irrigua nella gran parte del distretto. In ogni caso sarà fondamentale comprendere in tale occasione le situazioni dei singoli sottobacini in particolare nelle aree che già soffrivano di carenza idrica in Romagna, Delta e in generale le aree appenniniche». —



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