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Un video omaggio per ricordare il missionario Giuseppe Zanetti

Daniela Salati
Un video omaggio per ricordare il missionario Giuseppe Zanetti

Voluto dall’unità pastorale Terre del Perdono per il sacerdote Vent’anni fa venne rapito in Mozambico. Stasera la proiezione  

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l’evento

Per ricordare i 20 anni dalla morte di padre Giuseppe Zanetti, missionario dehoniano deceduto in Mozambico il 17 luglio 2000, il coordinamento liturgico dell’unità pastorale Terre del Perdono, ha realizzato un filmato sulla vita del missionario che fu anche tenuto prigioniero dai ribelli. Il filmato di circa 40 minuti propone testi, tratti dal suo diario, gli articoli che parlarono del suo periodo di prigionia, immagini, musiche, canzoni e testimonianze, raccolti con il contributo di parecchie persone e verrà proiettato oggi alle 21.30, nella piazzetta antistante la chiesa del Castello.

«La figura di padre Giuseppe, è particolarmente significativa per le nostre Terre del Perdono, avendo lui vissuto in alcune nostre parrocchie ed essendo legato a tanti di noi» afferma il parroco, don Bogdan. L’ingresso e libero con la raccomandazione si di indossare la mascherina e di igienizzarsi le mani all’ingresso.

Padre Zanetti è nato il 18 ottobre 1938 a Votigno di Canossa ed è morto a Naburi in Mozambico il 17 luglio 2000. Nel 1968 viene ordinato sacerdote dehoniano e l’anno dopo parte per svolgere la sua missione in Mozambico dove per alcuni mesi è stato anche prigioniero durante la guerra civile. Alla fine del 1986, padre Zanetti fu rapito assieme a un altro missionario di Trento e a una suora portoghese dal movimento antigovernativo Renamo (Resistenza nazionale mozambicana). Dopo qualche mese, nel febbraio 1987, fu liberato in seguito alla controffensiva dell’esercito governativo Frelimo (Fronte libertà mozambicana). Il 15 marzo successivo padre Zanetti tornó in Italia e dopo qualche giorno potè riabbracciare i suoi famigliari a San Polo. L’anno successivo il missionario dehoniano tornó in Mozambico nella zona battuta dai guerriglieri dove furono uccisi due padri cappuccini italiani. In una intervista rilasciata alla Gazzetta di Reggio e pubblicata il 21 febbraio 1988 disse: «Mi sono reso conto che nel mondo vi sono tante persone che muoiono per odio, ma anche tante persone che danno la vita per amore». A San Polo, padre Zanetti era molto amato anche dai giovani che lo circondavano di affetto durante il periodo di convalescenza trascorso qui dopo il rapimento. «Devo ringraziare tutti questi giovani che mi hanno dimostrato tanta simpatia – disse – così come devo ringraziare il parroco don Pellegrino che mi ha accolto con tanta ospitalità. Per merito delle cure dei miei famigliari e della Peppa ( la madre del parroco) ho potuto rimettermi in forma fisicamente».

Il pensiero di padre Zanetti è contenuto in questa sua frase: «La vita è così corta che vale la pena spenderla bene. Tutto si riduce a questo: amare le persone, avere un cuore grande, guardare gli altri con occhi di festa. La pazienza di Dio ci anima». —



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