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Una linea di treni merci tra Dinazzano e Marzaglia

Adr.Ar.
Una linea di treni merci tra Dinazzano e Marzaglia

Ne ha parlato l’assessore regionale Corsini in visita alla piattaforma logistica  «Per ridurre il traffico su gomma e alleggerire il carico sulla Reggio-Sassuolo»

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CASALGRANDE

Prove tecniche di un futuro sempre più a rotaia. Il 23 luglio l’assessore regionale a Mobilità, trasporti e infrastrutture Andrea Corsini ha visitato lo scalo ferroviario con piattaforma logistica a Dinazzano di Casalgrande, uno degli snodi del trasporto merci dell’enorme comparto produttivo reggiano-modenese della vallata del Secchia.

Nell’occasione si è parlato anche di futuri investimenti, finanziati anche dal Recovery Fund frutto delle recenti trattative dell’Unione Europea. Le opere riguarderebbero da vicino il versante reggiano del distretto ceramico, a partire dai collegamenti di Dinazzano e dalla stazione di Scandiano. Con questa prospettiva si potrebbe arrivare anche a rivedere la mobilità su rotaia fra Reggio e Sassuolo: se il potenziamento dei collegamenti merci fra Dinazzano e Marzaglia diventasse realtà, la storica linea regionale Reggio-Sassuolo potrebbe essere destinata interamente al trasporto passeggeri, eliminando le corse merci. In questo modo, a cascata, si potrebbe provare a togliere le auto dalle trafficatissime strade della zona, incentivando l’utilizzo del treno che da Reggio conduce sino alla cittadina modenese con tappe nel territorio di Scandiano e Casalgrande, accessibili anche dalle vicine Rubiera e Castellarano.

«Un aumento delle risorse destinate al trasporto su ferro, su cui la Regione Emilia-Romagna ha molto puntato negli ultimi anni e continuerà a farlo, anche in un’ottica di salvaguardia ambientale in vista del Patto per il clima; incentivi per gli operatori della logistica, ma anche un investimento sulla stazione di Scandiano e l’obiettivo, strategico, di collegare gli scali di Marzaglia di Modena e Dinazzano di Reggio utilizzando le risorse del Recovery Fund», ha spiegato Corsini durante la visita allo scalo ferroviario e alla sede della Dinazzano Po, società controllata dal gruppo pubblico regionale Tper.

La rete emiliano-romagnola gestita da Fer e Tper nel 2019 per la movimentazione di treni commerciali ha coinvolto 7.500 unità fra arrivi e partenze, per oltre tre milioni di merce trasportata. «La logistica assume un’importanza fondamentale per ridurre il traffico su gomma, specialmente in un momento in cui c’è la possibilità di utilizzare risorse straordinarie, incanalandole nella direzione giusta. Per questo le stesse Regioni, come ha chiesto il presidente Bonaccini, devono essere coinvolte nell’utilizzo dei fondi stanziati dall’Europa. Noi abbiamo le idee chiare: una su tutte, l’obiettivo strategico di collegare gli scali di Marzaglia e Dinazzano», ha ribadito Corsini.

Il discorso si inserisce nelle progettazioni più ampie sul trasporto fra le due province. Lo scalo ferroviario di Marzaglia, alla periferia di Modena, non è ancora operativo a pieno regime ma è sempre più un riferimento per la zona, Dinazzano rimane il centro nevralgico per il mondo ceramico e per quello elettrotecnico della vallata del Secchia, mondi ricchi che oggi si affidano principalmente ai camion. Un collegamento fra i due snodi potrebbe modificare le abitudini e nel pacchetto va messo il convitato di pietra chiamato bretella Campogalliano-Sassuolo, che dovrebbe portare l’autostrada sino al cuore del comprensorio sassolese. Oltre ad aggiungere altre opere, come la tangenziale di Rubiera e il nuovo ponte sul Secchia.

In questo quadro, anche la Reggio-Sassuolo potrebbe trovarsi a cambiare vocazione, diventando prioritariamente una linea per passeggeri. —



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