Gazzetta di Reggio

Reggio

Il Cenacolo dell’artista Melioli rimosso alla Mediopadana

Luciano Salsi

Sarà smontato e rimontato in un locale del centro storico L’artista: «Pronto dopo Ferragosto, ma non dico dove»

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reggio emilia

L’Ultima Cena è stata sfrattata dall’atrio della stazione Mediopadana. La stessa ditta che l’aveva installata cinque anni fa ora la sta smantellando per rimontarla, poi, in un locale del centro storico abbastanza ampio per contenere un pannello di cocciopesto di 8,8 metri per quattro. La rimozione, prevista per l’inizio di quest’anno, era stata rinviata in seguito all’emergenza sanitaria.

Rete ferroviaria italiana, proprietaria della stazione, l’aveva poi sollecitata un mese fa per fare spazio al palco su cui avrebbe parlato la ministra alle Infrastrutture Paola De Micheli, venuta il 6 luglio ad annunciare l’ampliamento dei parcheggi. Un’operazione così complessa, però, non poteva essere compiuta in poco tempo e in quell’occasione il grande riquadro è stato solamente coperto per trasformarlo in uno schermo da proiezione.

Ora la sorte del pannello è segnata e qualcuno ne teme un esito simile a quello del presepio artistico di Giancarlo Beltrami, sloggiato otto anni fa dalla canonica di San Nicolò e ancora accatastato, semidistrutto, in un magazzino. L’artista Giuliano Melioli smentisce, pur mantenendo il riserbo sul posto in cui il pannello sarà trasferito: «Reggio non perderà questa opera. La stiamo smontando dividendola in nove pezzi, ma la rimonteremo quasi subito. La si potrà di nuovo vedere dopo il Ferragosto in un luogo, in pieno centro, che la valorizzerà come messaggio a favore degli ultimi. Mi dispiace che la stazione perda un’opera che ho concepito come una provocazione per scuotere le coscienze, reinterpretando l’ultima cena di Leonardo da Vinci come un’esortazione a donare il cibo a chi ne è privo. Il suo significato è espresso nella scritta sottostante: un pane spezzato salverà il mondo».

Peraltro le istituzioni e gli enti cittadini non hanno finora attribuito un grande apprezzamento al pannello. Anzi, a suo tempo s’erano levate voci contrarie. Né il Comune ha chiesto a Rete ferroviaria italiana di renderne permanente l’installazione provvisoria nella porta d’accesso dalla linea ad alta velocità. Tutto è stato lasciato nelle mani di Melioli e dell’associazione Terre Nuove, formata da cittadini che hanno contribuito a sostenere le spese.

«L’idea – spiega l’artista – mi era venuta all’approssimarsi dell’Expo per dare una valenza umanitaria all’esposizione alimentare. Rete ferroviaria italiana mi ha concesso di allestire nella stazione l’Ultima Cena nel 2015, l’anno dell’Expo. Vi è stata poi una proroga per il Giubileo e, infine, per il 2019, quando si è celebrato il cinquecentenario della morte di Leonardo».

L’Ultima Cena è stata realizzata ricalcando con mezzi informatici il disegno di Leonardo e impiegando la tecnica del cocciopesto policromo brevettata da Melioli. Questo materiale era largamente usato dagli antichi romani nella sua colorazione rossastra. L’artista reggiano riesce a imprimervi diversi colori. Il pannello della stazione è giallo e blu. Il suo notevole peso e l’inclinazione, voluta per un significato simbolico, ha richiesto una progettazione ingegneristica di carattere antisismico e antivento.

È sostenuto da un’armatura di ferro. Alla base è assicurato da una zavorra di diverse tonnellate. Per il solo montaggio ha richiesto una spesa di 3.500 euro, coperta dagli associati di Terre Nuove, che provvedono anche all’attuale smantellamento. La reinstallazione comporterà quindi mutilazioni minime e non richiederà più lo zavorramento, dal momento che l’opera sarà issata in verticale e addossata a una parete. —



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