Gazzetta di Reggio

Reggio

luzzara 

«Il sacrificio di Iscaro fa da guida all’Arma in momenti difficili»

M.P.
«Il sacrificio di Iscaro fa da guida all’Arma in momenti difficili»

La commemorazione del brigadiere capo ucciso 22 anni fa Il cappellano: «Pasquale ci ha insegnato cos’è la fedeltà»

3 MINUTI DI LETTURA





LUZZARA

«Ricordare la figura di Pasquale Iscaro che si staglia forte e luminosa sul nostro orizzonte che a volte si appiattisce è importante: è una fonte a cui attingere per cercare saggezza, fermezza e bontà. Sappiamo che oggi l’Arma ha problemi interni, ragione di più per guardare al sacrificio di Iscaro che ci fa da guida».

Così si è espressa la sindaca Elisabetta Sottili nel suo intervento in chiesa durante la commemorazione del brigadiere. C’è stato un motivo in più ieri nel ricordare il 22° anniversario del sacrificio del brigadiere capo Pasquale Iscaro, ucciso da una banda di malviventi il 28 luglio 1998 per sventare una rapina alla Banca Agricola Mantovana di via Marconi e salvare gli ostaggi: onorare l’Arma dei carabinieri messa a dura prova dai fatti di Piacenza.

La cerimonia si è svolta in maniera ristretta per evitare assembramenti e rispettare le norme anti-Covid19.

Due carabinieri in alta uniforme hanno depositato la corona d’alloro sotto la lapide di via Soragna che ricorda il gesto estremo con cui si è immolato il brigadiere capo medaglia d’oro al valor militare. A rendere omaggio all’eroe, in rispettoso silenzio, erano presenti la sindaca Elisabetta Sottili, il parroco don Piergiorgio Torreggiani, il cappellano dell’Arma don Giuseppe Grigolon, il figlio del brigadiere capo assassinato, Angelo Iscaro e il nipote, l’Anc con il presidente Armando Pau, il comandante della stazione dei carabinieri di Luzzara, luogotenente Angelo Mazzolani, il questore di Reggio Emilia Giuseppe Ferrari, il colonnello Cristiano Desideri, comandante provinciale dei carabinieri, il generale di Brigata Davide Angrisani, comandante della Legione carabinieri Emilia Romagna, il comandante della compagnia carabinieri di Guastalla tenente colonnello Luigi Regni, il comandante della tenenza guardia di finanza Guastalla luogotenente Bruno Pera e Carlo Alberto Romandini comandante della polizia locale dell’Unione Bassa Reggiana, oltre ad esponenti della Croce Rossa di Luzzara e alcuni cittadini.

Dopo la breve cerimonia tutti hanno raggiunto la chiesa di San Giorgio dove don Grigolon ha officiato la messa.

Dopo le letture il cappellano militare don Grigolon nella sua omelia ha ricordato la lotta tra il bene e il male: «Davanti al male bisogna essere sentinelle, avere l’occhio lungo. Il male viene dalla nostra limitatezza ma dentro di noi c’è il bene, l’uomo dello spirito. Essere fedeli alla giustizia significa seguire l’uomo dello spirito. Pasquale ci ha insegnato questo. Ha espresso con la sua vita la fedeltà che ci è richiesta».

Il comandante dei carabinieri di Luzzara Angelo Mazzolani nella sua preghiera, ha aggiunto: «Lavorare al fianco di Pasquale Iscaro è stato un grande privilegio allora ed è motivo di orgoglio oggi».

Al termine della messa è intervenuta, con queste parole, anche la sindaca Elisabetta Sottili: «Il bene comune per Iscaro è stato un precetto di vita a cui si è attenuto quotidianamente anche con i suoi colleghi, in caserma, che guardavano a lui non tanto come superiore ma come un padre. E con l’intento di trasmettere la sua eredità morale, anche quest’anno, abbiamo voluto mantenere anzi raddoppiare le borse di studio per i nostri studenti di terza media. L’emozione è stata tanta ed ha annullato tutte le distanze fisiche». —



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google