«Aumentare il traffico merci su Dinazzano è insostenibile»
L’amministrazione comunale interviene dopo la visita dell’assessore Corsini: «Si trovi un nuovo equilibrio che non penalizzi trasporto passeggeri e ambiente»
CASALGRANDE. «Aumentare l’attuale traffico merci sull’attuale linea di Dinazzano non è sostenibile, meglio investire sul collegamento con Marzaglia». La valutazione arriva dall’amministrazione comunale di Casalgrande, nei giorni in cui si torna a discutere del futuro dei collegamenti ferroviari per le merci del comprensorio ceramico e dei possibili “agganci” con la futura bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo.
le intenzioni della regione
Il 23 luglio l’assessore regionale ai Trasporti, Andrea Corsini, ha visitato lo scalo merci di Dinazzano di Casalgrande, principale svincolo ferroviario del comprensorio ceramico reggiano e modenese. Corsini ha parlato delle risorse che dovrebbero arrivare grazie al Recovery Fund stabilito dall’Unione Europea e che la Regione vorrebbe investire per potenziare i collegamenti diretti fra Dinazzano e l’altro grande scalo merci per rotaia della zona, quello realizzato a Marzaglia, alla periferia di Modena.
Un’operazione che, in prospettiva, permetterebbe anche di scaricare la linea Reggio-Sassuolo dalle corse merci e di dedicare la tratta al trasporto persone, così da togliere utenti da una delle aree più trafficate d’Italia.
«Lo scatto in avanti». Per il Comune casalgrandese, è «ora di uno scatto in avanti per trovare un nuovo equilibrio che non penalizzi il trasporto passeggeri e l’ambiente. Lo scalo è una infrastruttura fondamentale per il territorio, un polo intorno a cui si muove l’importante economia del settore logistica».
Durante l’incontro con Corsini si è ragionato anche di una possibile espansione delle attività dello scalo, ma per l’amministrazione comunale questa non è la soluzione giusta: «Su questo punto occorre essere chiari: riteniamo che un aumento del transito dei treni merci sulla linea attuale sia difficilmente sostenibile. Per questo appoggiamo l’idea, avanzata dall’assessore regionale ai trasporti, di investire con le risorse del Recovery Fund, sul collegamento Marzaglia - Dinazzano».
In questo quadro, per la linea Reggio – Sassuolo «si dovrebbe procedere con l’idea di una metropolitana di superficie: un progetto amico dell’ambiente, capace di togliere traffico dalle strade, di far spostare i nostri giovani in sicurezza e di integrarsi con la rete delle ciclabili attraverso il trasporto biciclette».
l’ecosostenibilità
Perché, si continua, l’attenzione all’ambiente è ancora molto ridotta, in uno snodo che si trova vicino a zone densamente abitate: «Per quel che riguarda lo scalo di Dinazzano, l’emissione di polveri, i rumori e la mancanza di barriere verdi sono ancora punti critici, soprattutto in considerazione della vicinanza tra l’area operativa e l’abitato».
E le ultime scelte non danno risposte: «Il fatto che si sia puntato su un nuovo locomotore a gasolio mentre sono in corso importanti investimenti per l’elettrificazione della linea, indica chiaramente quanti passi in avanti debbano essere ancora fatti per mettere l’ecosostenibilità al centro della progettazione», si fa notare.
Anche in questa ottica si deve ampliare il discorso, puntare sulla tratta Marzaglia-Dinazzano e ragionare considerando anche la futura rete di opere stradali della bretella Campogalliano – Sassuolo. «Solo in questo modo le giuste aspirazioni dei settori che gravitano intorno allo scalo, potranno essere realizzate in armonia con l’interesse dei cittadini verso una mobilità su rotaia più efficiente e capace di rispondere alla richieste degli utenti in tutte le fasce orarie della giornata», concludono da Casalgrande. —
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