Dal Comune alla Camera di commercio Ecco i finanziatori 2020 della Fondazione
Fra i fondatori Piazza Prampolini è il principale donatore con 830mila euro, 160mila euro da Iren e 105mila dalla Regione
reggio emilia
Multiutility, enti pubblici, studi legali, amministrazioni locali e organizzazioni di rappresentanza. All’interno della Fondazione Palazzo Magnani si intrecciano le realtà più disparate sotto forma, chi in misura maggiore di altri, di finanziatori e donatori. Decine di migliaia di euro, per un totale di quasi un milione e 250mila previsti quest’anno, versati a beneficio di mostre e iniziative culturali in città e provincia.
Ma chi contribuisce di più e chi invece aiuta, in base alle sue possibilità, il sistema culturale reggiano?
i fondatori
Grazie alle sollecitazioni della Gazzetta, che nei giorni scorsi aveva fatto notare il mancato aggiornamento della sezione “amministrazione trasparente” sul sito della Fondazione, fermo al 2018, è ora possibile consultare anche gli ultimi bilanci dell’ente. Secondo quanto scritto nella nota integrativa al bilancio di previsione 2020, uno dei primi atti firmati dal nuovo presidente Gianpiero Grotti, entro la fine dell’anno sono previsti da parte dei fondatori contributi alla gestione ordinaria della Fondazione pari a 1.006.000 euro.
La maggioranza di questa quota viene versata dal Comune di Reggio Emilia con un contributo complessivo di euro 830mila euro. Secondo contribuente è Iren con 160mila euro, seguito dalla Cna con 10mila e infine dallo Studio Legale Sutich con 6mila euro. Assente invece dalle note integrative la Provincia, pur essendo di fatto il fondatore unico di Palazzo Magnani.
contributi esterni
Sono inoltre previsti contributi da parte dei partecipanti sostenitori pari a 8mila euro, più altri 234.000 così suddivisi: 100mila euro dalla Camera di Commercio di Reggio Emilia, 105mila euro dalla Regione Emilia Romagna, 10mila euro dalla Fondazione Manodori, 6mila euro dal ministero dei Beni e delle attività culturali e 13mila euro dall’Istituto musicale Peri-Merulo che, tra l’altro, è anche partecipante istituzionale della Fondazione.
ricavi, mostre e raccolte fondi
Da un lato le donazioni, dall’altro le entrate che arrivano grazie agli eventi realizzati. I ricavi derivanti dagli ingressi alle mostre e alle manifestazioni organizzate dalla Fondazione Palazzo Magnani sono stati previsti per un importo pari a 123.079 euro.
Gli introiti maggiori, secondo le previsioni dell’ente, arriveranno dalla mostra “What a wonderful world – La lunga storia dell'Ornamento tra arte e natura”, aperta dal 16 novembre 2019 e chiusa dal 24 febbraio al 1 marzo per emergenza Covid: 51.009 per la parte relativa al 2020. A seguire la mostra “Ritratto di giovane donna del Correggio”, aperta dal 24 ottobre 2019 e chiusa sempre per il lockdown, con 27.156 euro. Restate frutterà invece alla Fondazione 2mila euro e altri 4.914 entreranno dall’iniziativa “Zavattini – Oltre i confini”.
Infine 30mila euro arriveranno dalla “Call Palazzo da Mosto” e dallo “Staged photography palazzo Magnani”, mentre 8mila euro dalla mostra “Zagnoli”.
Sempre nel 2020 la Fondazione prevede inoltre contributi all’attività da parte degli sponsor per l’importo complessivo di 160mila euro e altri 39.826 euro dall’affitto del locale adibito a caffetteria dentro Palazzo Magnani.
le uscite
Per quanto riguarda gli oneri, i costi relativi all’attività tipica della Fondazione sono previsti in 1.560.394 euro complessivi, fra i quali 23.722 euro di acquisti, 1.015.217 euro per servizi riguardanti l’organizzazione e la gestione dell’attività annuale, 402.700 euro di costo del personale o 52.899 euro di ammortamenti. —
Leonardo grilli
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