Incidente fatale al motociclista «Lì i guard rail non sono protetti»
VENTASSO
C’è una interrogazione, presenta dal parlamentare reggiano della Lega, Gianluca Vinci, a firma anche del collega di Parma Giovanni Battista Tombolato al Ministero dei Trasporti sulla morte del 43enne Massimo Faggiani, domenica in moto sulla Statale 63. Sotto accusa i guard rail.
«Dopo oltre 10 anni di lotte e segnalazioni ancora troppi tratti di strada non sono dotati di guard rail idonei a garantire l’incolumità dei motociclisti» spiega Vinci. «Sulla Gazzetta Ufficiale numero 114 del 17 maggio 2019 è stato pubblicato il Decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 1° aprile 2019 che ha disciplinato l’installazione dei dispositivi stradali di sicurezza per motociclisti (Dsm) continui su barriere di sicurezza stradale discontinue. I Dsm sono previsti e posti in opera espressamente per proteggere il conducente o il passeggero, caduto dal motociclo, che, scivolando sul piano stradale, si diriga verso la barriera di sicurezza» si legge nell’interrogazione in cui si chiede perché «sulla strada Statale 63 non si sia ancora provveduto ad installarli». Pone l’attenzione sui guard rail anche il consigliere di centro destra a Castelnovo Monti Alessandro Davoli: «La messa a norma della curva, con il guard rail Dsm ha un costo di poche centinaia di euro. È ora che chi ha la responsabilità oggettiva di questo “omicidio stradale” venga chiamato a risponderne». Ieri Davoli ha presentato un esposto indirizzato alla procura. A Davoli fa eco anche il M5s, di Castelnovo Monti. «Appare ormai certo – afferma il consigliere Luca Maioli – che una componente rilevante nel decesso del motociclista 43enne di Parma lo abbia avuto l’impatto con il palo di sostegno del guard rail. Spiace constatare che in gran parte dei tratti viari di competenza statale, ma anche provinciale e comunale, non sono installati guardrail in grado di proteggere i motociclisti in caso di scivolata, nonostante il tema fosse stato sollevato già diversi anni fa. Rivolgiamo un appello al Comune ma anche alla Provincia ed ad Anas perché si attivi». —
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