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Sergio Mattarella a Bologna per commemorare le stragi di Bologna e di Ustica

Evaristo Sparvieri
Sergio Mattarella a Bologna per commemorare le stragi di Bologna e di Ustica

Agli atti dell’inchiesta sul 2 agosto le frasi del ’96 dell’ex leader di Ordine Nuovo, morto nel 2018. Per la Procura generale c’è una prova contro Bellini

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REGGIO EMILIA . «Eh... intanto lui ha i soldi». Lui era Giusva Fioravanti, almeno secondo Carlo Maria Maggi, condannato per la strage di Brescia e morto a dicembre 2018. Le parole sono in un’intercettazione ambientale fatta nella casa dell’ex leader di Ordine Nuovo e l’argomento della conversazione, la sera del 18 gennaio 1996, a cena, era la strage di Bologna del 2 agosto 1980, di cui domenica ricorre il 40esimo anniversario.



Un anniversario che oggi, a Bologna, è stato commemorato oggi da una visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha incontrato i familiari delle vittime del 2 agosto e di Ustica, con una tappa in stazione e una al Museo della Memoria.

«Arriva Mattarella – commenta Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione delle vittime del 2 agosto – e credo sia un fatto estremamente positivo perché è il primo presidente che viene a Bologna dopo Pertini: credo che sia un fatto eccezionale». Fra le 85 vittime dell’attentato in stazione, anche i reggiani Vittorio Vaccaro e sua madre Eleonora Geraci. La strage di Ustica, invece, costò la vita a 77 passeggeri e 4 membri dell’equipaggio del Dc-9 Itavia, comandato dal pilota reggiano Domenico Gatti.

La trascrizione del dialogo tra Maggi e il figlio Marco, visionata dall’Ansa, è agli atti della nuova inchiesta della Procura generale, che vede tra gli indagati la Primula Nera reggiana, Paolo Bellini, ex Avanguardia Nazionale, verso il quale da maggio è stata avanzata una richiesta di rinvio a giudizio. L’intercettazione – insieme al frammento del video d’epoca girato il 2 agosto 1980 e a elementi del processo di Palermo “Stato-Mafia” sui rapporti fra la Primula Nera e Sergio Picciafuoco (definitivamente assolto dalla strage, ma di certo presente alla stazione di Bologna il 2 agosto, ndr) – è uno dei tre elementi sui quali la Procura generale ha ottenuto nel maggio 2019 nei confronti di Bellini la revoca del proscioglimento datato 1992.

«Il giudice ha da giorni... ha tracciato che la Mambro e Fioravanti... hanno fatto la strage di Bologna?», chiedeva il figlio a Maggi. Risposta del padre: «Sì sicuramente... sono stati loro». E ancora Maggi: «Eh, intanto lui ha i soldi». Poi interveniva la moglie Imelda: «Taci, perché...». Di sottofondo, la televisione ad alto volume che aveva appena trasmesso notizie su Ustica. Ed è proprio su Ustica che prosegue l’intercettazione: «Ustica – aveva commentato Maggi – è stato... un episodio di guerra fredda, come ha detto questo qua; perché la strage di Bologna è stato un tentativo di confondere le acque, capisci?! Per far dimenticare Ustica». La moglie allora: «Sì..? Dove c'è scritto che...». E Maggi: «Su tutti i giornali ben pensanti...».

«E i tuoi cosa dicono? E tu quello che sai?», chiede il figlio. Maggi: «Lo so perché è così». Poi poco dopo, di nuovo parole di Maggi: «Ma in pratica già qua nei nostri ambienti... erano in contatto con il padre di sto’ aviere... e dicono che portava una bomba, ecco! Io pensavo che.. in cui 100 era... era alla stazione, c'era perfino...». Seguono parole incomprensibili. Secondo la Procura generale di Bologna, che ne ha chiesto il rinvio a giudizio per concorso nell’attentato del 2 agosto 1980, è questa intercettazione di Maggi a rappresentare una delle prove a carico di Bellini, conosciuto nell’ambiente della destra per la passione per il volo e per aver conseguito il brevetto da pilota.

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