Gazzetta di Reggio

Reggio

il 2019 

«Una difficoltà significativa nel trovare sponsor privati»

l. g.

Nella relazione sulla gestione dello scorso anno è descritta la carenza del settore privato reggiano che rispetto  alle possibilità fa molto poco

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reggio emilia

In tre anni i ricavi complessivi della Fondazione Palazzo Magnani sono passati dai 767.623 euro del 2017 ai due milioni e 294.460 euro del 2019. Questo il succo della relazione sulla gestione contenuta nel bilancio dello scorso anno dell’ente culturale, anno in cui si è conclusa anche la presidenza di Davide Zanichelli.

Oltre all’aumento dei ricavi, si legge nella relazione, sono aumentati per numeri e complessità anche gli eventi promossi dalla Fondazione stessa, con particolare riferimento al festival di Fotografia Europea. Più che triplicato anche il personale dell’organizzazione, passato da quattro a tredici dipendenti, e le relazioni con i sistemi culturali, educativi e socio-assistenziali reggiani.

Il 2019 insomma, si legge nel testo firmato dall’attuale presidente Grotti, è «il culmine di un processo di crescita, soprattutto per quanto attiene alle attività progettate e realizzate». Nonostante questo, scrive la Fondazione, permane «una difficoltà significativa» nell’incrementare il numero e la raccolta di sponsor privati, ancora «del tutto inadeguata a una realtà economica forte come quella reggiana e alla qualità della proposta».

Su questo fronte, scrive Grotti, «occorre continuare a lavorare per ottenere un maggior coinvolgimento di partner privati».

Come, ad esempio, Unindustria o i tanti grandi imprenditori reggiani, del tutto assenti fra i finanziatori della Fondazione. Se aumentano i ricavi, sul fronte delle uscite il 2019 ha fatto segnalare un leggero aumento dei costi nei servizi, «strettamente correlato all’aumentata attività espositiva. Allo stesso scopo sono state stabilizzate due figure professionali necessarie alla gestione della complessità descritta».

Anche il 2019 ha comunque chiuso con n leggero utile, pari a 1.145 euro, a fronte di una serie di iniziative anche di carattere internazionale. Prima fra tutte senz’altro la collaborazione con il Museo Hermitage di San Pietroburgo, che ha riportato a Reggio il celebre “Ritratto di giovane donna” del Correggio, a 500 anni dalla sua realizzazione. Restate 2019, a differenza del cartellone di quest’anno segnato dal Covid, ha messo in campo oltre 50 appuntamenti nelle rassegne curate direttamente dalla Fondazione mentre in autunno è stata inaugurata la mostra “What a wonderful world. La lunga storia dell’ornamento tra arte e natura”.

Un progetto concepito direttamente dal Comitato scientifico della Fondazione che ha coinvolto diverse istituzioni locali, private e pubbliche, esponendo al contempo pezzi di grande valore artistico ma poco visti dal pubblico. —

l. g.

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