«Precari in sanità, bisogna assumerli A Reggio si stima siano cinquecento»
Ieri la Fp-Cgil ha raccolto le firme a sostegno della stabilizzazione del personale sanitario assunto durante il Covid19
reggio emilia
Per mesi sono stati definiti degli eroi, l’unica àncora di salvezza in un mare in tempesta. La tempesta adesso sembra aver colpito loro. Sono medici, infermieri e operatori sanitari precariamente assunti durante l’emergenza Coronavirus, che ora si trovano costretti, ancora una volta, a lottare per un posto di lavoro. Per far sentire la loro voce ieri mattina è stato allestito dalla Fp-Cgil un banchetto davanti all’entrata principale del Santa Maria Nuova, con lo scopo di raccogliere firme in difesa dei diritti di quegli eroi ora dimenticati. Secondo le stime del sindacato, solo a Reggio sono circa 500 i precari. A livello territoriale la spesa per coloro che lavorano nel settore sanitario con contratto a tempo determinato, prendendo in esame il secondo trimestre del 2020, ammonta complessivamente a 5.402.422 euro; nello specifico le retribuzioni liquidate sono di 3.964.015 euro, gli oneri a carico dell’ente 1.076.319 euro e l’Irap – l’imposta regionale sulle attività produttive – a carico dell’ente è di 362.087 euro. Da aggiungere i costi dei lavori interinali che sono stati complessivamente di 1.073.049 euro
«La petizione serve per una stabilizzazione – rivendica Marco Blanzieri, segretario regionale Fp-Cgil – L’ondata pandemica ha fatto sì che tanti giovani venissero assunti nelle varie professioni sanitarie: medici, infermieri, Oss e personale addetto. Non si sono tirati indietro e hanno messo a repentaglio la loro vita per quella di tutti noi. Provengono da tutta Italia e solo sul suolo emiliano-romagnolo se ne contano oltre 2.000».
Nonostante il sindacato abbia raggiunto numerosi obiettivi in campo sanitario, come l’aumento dei posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva, l’assunzione di autisti soccorritori per il potenziamento della rete dell’emergenza territoriale e l’impegno regionale alla cancellazione del tetto massimo di spesa dei fondi per la contrattazione integrativa, rimangono alcune rivendicazioni.
«I contratti stipulati durante il Covid19 sono precari e scadranno tra settembre e ottobre prossimi – continua Blanzieri – Bisogna lottare affinché diventino a tempo indeterminato. Come ben sappiamo il virus circola ancora e dobbiamo essere preparati. Coloro che lo hanno affrontato finora potrebbero prontamente evitare un’altra strage e non possiamo permetterci di perdere tempo. Se pensiamo a qualche mese fa, infatti, ci sono stati ragazzi a cui è stato chiesto di laurearsi addirittura 4 mesi prima del previsto per carenza di personale. Tutto ciò dovrebbe esserci servito da insegnamento».
L’altro obiettivo che Fp-Cgil si è prefissato di raggiungere è di superare i contratti del comparto e della dirigenza con la costruzione di uno unico per valorizzare le professioni sanitarie. «La raccolta firme sta avendo successo non solo tra i diretti interessati ma anche tra i cittadini – dichiara il segretario regionale – Nel giro di un’ora sono state raccolte una trentina di firme e i commenti sono stati tutti molto positivi. Qualcuno che è restìo c’è sempre, ma sta prevalendo il lato umano. Speriamo di avere lo stesso successo di Bologna, quando in circa tre ore davanti all’ospedale sant’Orsola sono state raccolte 340 firme». —
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