«Le strategie di intervento per il Po sono da rivedere»
Aumentano le temperature e la portata del fiume cala drasticamente. Per l’Autorità di bacino le risposte alle crisi devono diventare tempestive
Guastalla
Le temperature roventi, unitamente al drastico calo delle portate del fiume Po e alle scarse precipitazioni fino a ora cadute, mostrano ancora una volta la necessità di rivedere le strategie di intervento per la gestione delle risorse idriche su scala distrettuale: occorre infatti trovare nuovi equilibri e regole per coniugare, in un’ottica di sostenibilità, le esigenze socio-economiche e produttive con quelle ambientali, tenuto conto dell'elevato valore e della rilevanza che le acque rivestono per gli usi attuali e futuri del bacino. Per queste ragioni l’Autorità distrettuale del fiume Po sta individuando, insieme a Regioni e portatori di interesse (tra cui Anbi e Provincia autonoma di Trento), le aree definite “a ricorrente crisi idrica” dove saranno riviste le attuali modalità con cui gli enti concedenti (ovvero le Regioni) rilasciano attualmente le deroghe al deflusso minimo vitale, che consiste nella quantità di acqua che l’Unione Europea impone di conservare per fini ambientali, e che non può essere prelevata.
Il senso di queste azioni che l’Autorità sta promuovendo è presto spiegato: le disposizioni europee sul tema della siccità risalgono al 1998 e andrebbero aggiornate, alla luce delle numerose situazioni di rischio che si sono susseguite negli ultimi dieci anni. Gli approfondimenti tecnici in corso permetteranno così di individuare nuove modalità di intervento più adeguate ai nuovi bisogni reali delle aree “a ricorrente crisi idrica” – nella nostra regione, tra queste, rientrano l’appennino e la Romagna – a seconda delle caratteristiche ambientali dei territori a cui si rivolgeranno. Il progetto si concluderà nel dicembre 2021, come da scadenza fissata per l’adeguamento, tutt’ora in corso, dei Piani distrettuali: Piano di gestione acque e piano bilancio idrico per l’attuazione della Direttiva comunitaria acque 2000/60. «Lo scenario attuale – spiega l’Autorità in una nota – determinato dalle ripercussioni dirette e indirette dei mutamenti climatici globali, fornisce utili segnali per la pianificazione su scala distrettuale di tutte le azioni necessarie per agire in modo precauzionale nell’affrontare le emergenze legate alla scarsità idrica che si stanno manifestando in modo ricorrente, seppur con modalità differenti nelle diverse aree idrografiche del bacino. E in quest’ottica è altresì opportuno considerare che, di fronte a tali crisi idriche ripetute, non più a carattere imprevedibile e straordinario, i tempi di risposta da parte degli enti competenti per autorizzare la deroga al deflusso ecologico, debbano diventare quanto mai tempestivi». Le normative europee, dunque, si devono adattare al clima che è cambiato. Non è più possibile sperare che le situazioni di criticità idrica vengano risolte dalla pioggia. —
A.V.
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