È meglio che lo “stradone” resti più o meno com’è adesso
Mi ero riproposto di intervenire il meno possibile sulla vicenda della riqualificazione di Viale Umberto I, dove abito da 16 anni. Ma l’estenuante muro contro muro a cui abbiamo assistito in questi mesi tra amministrazione comunale e i Cittadini per Viale Umberto I (sottolineo “per”, e non “di”) continua, tra curiosi ed improbabili interventi di cittadini che si scoprono esperti di agronomia e di botanica, ed esperti - quelli veri - di agronomia e di botanica che si fronteggiavano a colpi di valutazioni differenti. Tra le iniziali accuse in libertà all’amministrazione comunale di voler tagliare praticamente tutti i tigli del viale (“Salviamo i tigli di Viale Umberto”, slogan alla base della mobilitazione) o di voler favorire con tale l’abbattimento lo sviluppo della tecnologia digitale del 5G alla querelle sui 75 alberi malati o sani o che non sopravviveranno ai lavori di riqualificazione. Tra presunta inesistenza storica della “passeggiata estense” e la insistita richiesta (Deputazione storia patria...) che la passeggiata estense recuperi le le sue antiche caratteristiche (ma non si era detto che non esisteva?) e il recupero fedele delle storiche fontane (da decine di anni ridotte a colate di cemento) delle quali a nessuno non è mai importato nulla...
Insomma, una discussione interminabile. Che sta portando ad un unico risultato: viale Umberto I continua a restare nelle inadeguate condizioni a cui è costretto da tempo immemorabile, con il traffico incontrollato, con gli incidenti stradali, con l’illuminazione scarsa, con le panchine di legno imbarcate e mai manutenzionate, con le ciclopedonali ridotte a vialetti malamente asfaltati, con le allegre scorciatoie che attraversano il prato e alberi malandati che richiederebbero viceversa cura. Con un inquinamento dell’aria e acustico ai massimi livelli. Tutto immobile, tutto perennemente uguale e noi, residenti in viale Umberto I, a chiederci quando qualcosa finalmente cambierà. E allora, ai Cittadini per Viale Umberto I che si barricano dietro a una mozione approvata all’unanimità (e già questo qualche interrogativo dovrebbe porre...) e che si rallegrano dell’appoggio pregiudiziale dell’opposizione di destra (che comprensibilmente cavalca ogni battaglia che metta in discussione la giunta), a Ugo Pellini che un giorno sì e l'altro anche ci dice che tutti i 75 alberi vanno salvati, a Giulio Giuli che ci dice (new entry...) che “i materiali inerti ed i manufatti che verranno impiegati sono ad alta emissione di CO2”, alla Deputazione di storia patria che ci invita a recuperare le (impercepibili) tracce storiche del viale, vorrei chiedere: a progetto approvato e a relativi finanziamenti resi disponibili, voi che idea praticabile di riqualificazione avete in mente?
Perché la mia impressione è che siccome per voi in fondo il progetto non va bene sotto ogni aspetto, allora è meglio che viale Umberto I rimanga più o meno come è adesso. —
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