Tutta la montagna ieri si è fermata per l’ultimo saluto a Davide Scaruffi
In centinaia all’addio al tecnico Enel di 26 anni. Nel campo dove tante volte aveva giocato i simboli delle sue passioni
VENTASSO
Un intero campo da calcio colmo di striscioni, di foto, di ricordi. E di dolore. C’era gran parte del mondo di Davide Scaruffi, nella mattinata di ieri al campo sportivo di Laghi di Ligonchio, per partecipare alla cerimonia funebre per il 26enne morto lunedì scorso all’ospedale di Parma.
IL MALORE
Domenica scorsa Davide, addetto Enel da sempre residente a Ligonchio, era di turno e assieme a un collega ha effettuato un intervento a Casa Ponci, appena fuori Valestra di Carpineti, dove c’erano problemi di corrente. Verso le 16.30, dopo essere salito su una scaletta vicino a contatori e cavi, si è accasciato al suolo e nonostante gli interventi sanitari immediati non si è più ripreso, spirando la sera dopo a Parma. Una vicenda che ha scosso la montagna, per la giovane età di Scaruffi e per la dinamica così particolare, oggi al vaglio di un’indagine della magistratura. Giovedì è stata effettuata l’autopsia, e ora si attendono gli esiti per avere risposte.
LA CERIMONIA
Ieri, dopo una settimana di attesa, papà Sergio, mamma Romana, la nonna Silvana, la fidanzata e i parenti hanno potuto dirgli addio. Si è scelto come luogo il campo da calcio, un’area sportiva in cui Davide – appassionatissimo di calcio, impegnato come portiere – ha giocato tantissime volte.
Gli spazi ampi hanno poi permesso l’accesso alle centinaia di persone che non hanno voluto mancare al tristissimo commiato. In mezzo al prato era allestito un grande tendone, attorniato da tanti striscioni bianchi con scritte in ricordo di Scaruffi, preparate dagli amici e dai compagni di squadra. Firme, saluti, omaggi a cui hanno contribuito decine di ragazze e ragazzi, alcuni dei quali indossavano anche le maglie delle squadre che hanno segnato il percorso sportivo del 26enne. Nell’area della porta è stata collocata una foto che ritrae Davide durante una parata e accanto la sua bicicletta, un’altra delle sue passioni.
Presenti anche i volontari della Croce Verde Alto Appennino, con le loro divise. La famiglia Scaruffi ha chiesto offerte all’associazione, attiva in gran parte del Crinale appenninico, a cui da tempo sono legati, piuttosto che fiori.
L’arrivo della salma è stato accolto poi da un lunghissimo applauso. Il feretro è stato trasportato da otto amici di Scaruffi sino alla zona coperta dove era stato preparato il piccolo altare in cui i sacerdoti dell’Unità pastorale di Ligonchio hanno celebrato la funzione religiosa.
Durante la cerimonia, tanti giovani si sono alternati al microfono per leggere pensieri e ricordi dedicati a Davide carichi di emozione. Quindi, la bara è stata condotta al tempio crematorio. —
Adr.Ar.
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