Viale Umberto I Cinque domande all’assessore e alla Giunta Vecchi
Il consigliere M5s Aguzzoli sperava in una mediazione fra Comune e Comitato: quale sentenza sui 75 alberi?
la lettera
Fabrizio Aguzzoli*
Rispondo anch’io alla lettera aperta inviata alla stampa dai Cittadini per Viale Umberto I. Pur non essendo un capogruppo consigliare, sono stato ugualmente destinatario della missiva, poiché anche io ho attivamente partecipato alla lunga e difficilissima mediazione che si è articolata sotto traccia in quei giorni di aprile, per giungere ad una mozione, emendata rispetto al testo originario (che giova ricordarlo aveva raccolto più di 2500 firme di adesione di cittadini reggiani), che potesse raccogliere l’unanimità dei consensi, come poi è accaduto nella seduta consiliare del 27 aprile 2020.
Ho sperato di vedere in questa operazione di mediazione, credetemi veramente articolata e difficile, un modo nuovo di operare del consiglio comunale, un tentativo dove si potesse sperimentare un diverso approccio alla soluzione dei problemi della città, dove il dialogo e la ricerca di un punto di caduta comune, potesse esprimere al meglio lo sforzo di tutto il consiglio comunale di amministrare questa città tenendo conto delle diversità dei punti di vista e delle sensibilità individuali, ma anche delle possibili convergenze. Dall’inizio della consigliatura ripeto in ogni occasione, come un mantra ossessivo e, quasi sempre inascoltato, che non esistono soluzioni semplici a problemi complessi, e che le migliori soluzioni possibili devono essere sempre partecipate e non calate dall’alto.
Il punto di caduta comune si è trovato allora nei 5 punti della versione emendata della mozione di iniziativa popolare che, partendo dalla perizia dell’agronomo Morelli del 20 dicembre 2019, riconosceva che alcuni alberi dovessero comunque essere abbattuti perché irrimediabilmente malati, mentre sulle 75 piante ritenute non passibili di abbattimento si rimandava ad un ulteriore perizia, sempre dell’agronomo Morelli, che avrebbe dovuto identificare quali piante sacrificare e quali salvare, ribadendo la richiesta di segnatura preventiva di tutte le piante di cui si sarebbe previsto l’abbattimento per prescrizioni di perizia o altro.
le preoccupazioni
Anch’io, come i promotori, esprimo preoccupazioni per le ultime dichiarazioni dell’agronomo Morelli che il 18 luglio ha affermato che gli stessi alberi già ritenuti non passibili di abbattimento, potrebbero fortemente danneggiarsi a causa dei lavori previsti.
Non sono esperto di arboricultura per lanciarmi, come i capogruppo Cantergiani e Burani, in dissertazioni tecniche fitosanitarie, né mi permetterei mai, in assenza di prove provate, di formulare accuse o sospetti di parzialità sulla figura dell’agronomo che è stato dalle parti unanimemente riconosciuto come soggetto che, per riconosciuta competenza, dovesse peritare quanto convenuto.
Ulteriore raffreddamento
Mi chiedo solamente dove nasca questo ulteriore empasse e raffreddamento dei rapporti? Il cambiamento della buona qualità delle relazioni instaurate si è evidenziato con la convocazione di una assemblea pubblica del comitato dei cittadini il 27 giugno, proprio lo stesso giorno sulla stampa locale compariva l’anticipazione della convocazione per sabato 18 luglio, con una relativa urgenza, di un incontro pubblico con lo stesso agronomo Morelli di cui il Comitato non conosceva ufficialmente nulla. A quella riunione non furono presenti, seppure invitati, rappresentanti della Giunta e della maggioranza, cosi come alla successiva convocazione pubblica del 18 luglio fatta dall’assessore Bonvicini, non furono presenti ufficialmente e per scelta, rappresentanti del Comitato dei cittadini per Viale Umberto I che criticarono invece aspramente la convocazione stessa nel metodo. Una successiva anticipazione di stampa che l’antico progetto esecutivo non avrebbe avuto variazioni non ha certo contribuito a rasserenare gli animi che sono al momento particolarmente accesi.
Credo allora che, per fare chiarezza, e per ricostruire la buona qualità delle relazioni fra amministrazione pubblica e cittadini del Comitato, dobbiamo porci alcune domande e pretendere da chi ci amministra risposte precise e puntuali
i quesiti
1. L’assessore Bonvicini intende chiarire confermando alla città se esistono realmente spazi di cambiamento di un progetto, certamente precedentemente definito con precisione nelle sue articolazioni, così come ha garantito in consiglio comunale?
2. L’assessore Bonvicini, come previsto dalla mozione votata in consiglio comunale, ha già disposto l’approfondimento di indagine sullo stato vegetativo degli alberi interessati o si appresta a farlo?
3. L’assessore Bonvicini in che tempi ed in che modi pensa di dare diffusione pubblica ai risultati di questa perizia che dovrà fare chiarezza sul reale numero di alberi che dovrà essere abbattuto per problemi di sicurezza o di stabilità o per esigenze di cantiere?
4. L’assessore Bonvicini in che tempi ed in che modi intende fare chiarezza alla città sui tempi di inizio e fine lavori tenendo conto che la mozione approvata recita: “Che in ogni caso, prima dell’inizio dei lavori, venga lasciato il tempo per organizzare almeno un incontro sul posto con i firmatari della mozione per consentire la verifica della congruità degli interventi”?
5. La giunta comunale in che modi intende dar seguito all’obbligo a cui la impegna la mozione approvata, ad istituire organi di partecipazioni diffusa, sul modello delle assemblee civiche, cui sottoporre la valutazione preliminare di tutte le scelte strategiche che, come in questo caso, concorrano a modificare così pesantemente, la storia ed il volto della città. —
*consigliere comunale
Movimento 5 Stelle Reggio
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