Ambientalisti contro la tangenziale di Fogliano: «Danni al territorio»
Petizione di un gruppo di associazioni per fermare i lavori «Impatta negativamente su aree naturalistiche vincolate»
REGGIO EMILIA. Un nutrito gruppo di associazioni ambientaliste reggiane chiede di bloccare il bando per la progettazione esecutiva della tangenziale di Fogliano, emanato a febbraio dalla Provincia. «Un’opera che, occorre dirlo, da tanti anni è attesa dalla popolazione, ma la cui definizione progettuale e di tracciato non ci appare condivisibile», scrivono in una nota. Università Verde Reggio Emilia, Pro Natura Emilia-Romagna, Lipu, Wwf Emilia Centrale, Legambiente-Tutela ambientale-Odv, Salviamo il paesaggio Emilia-Romagna, Lav Reggio Emila, Amici della terra, Ggev Reggio Emilia e Lac hanno inviato una petizione al ministero dell’Ambiente, alla Soprintendenza dell’Emilia Romagna, al Presidente della Regione Stefano Bonaccini, al presidente della Provincia di Reggio Emilia Giorgio Zanni e al sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi.
Le ragioni per le quali le associazioni si oppongono sono di varia natura. La principale è, naturalmente, di carattere ambientale. L’opera «va ad impattare pesantemente aree delicatissime, sottoposte a vincolo paesaggistico. Si tratta degli areali di pertinenza dei torrenti Lodola e Rodano e soprattutto della Zona Speciale di Conservazione (Zsc) dei Fontanili del torrente Ariolo: una ampia zona vocata alla ricarica delle risorgive di pianura, che verrebbe attraversata dal progetto viario, tranciando in due un importante sito di interesse comunitario, tutelato dall’Unione europea e inserito nella rete Natura 2000 come bene pubblico di grande valore e utilità per la collettività intera».
Secondo le associazioni «la realizzazione di un tracciato stradale di notevole ampiezza ed intenso traffico a così breve distanza da un contesto ecologico di così grande rilevanza, determinerebbe una serie di effetti indotti che potrebbero pregiudicarne gravemente la conservazione. Effetto peraltro aggravato dalla previsione di un esteso e impattante parcheggio scambiatore». Il rischio è quello di modificare «l’equilibrio microclimatico della zona, peraltro aggravato dalla grande quantità di polveri sottili emesse dal traffico per non parlare della concreta possibilità, in fase di esercizio, di sversamenti di liquidi altamente inquinanti».
La realizzazione della strada comprometterebbe definitivamente «un cuneo verde non antropizzato che interconnette le aree urbane e la campagna e che oggi svolge una importante funzione mitigatoria sia nelle ondate di calore che come elemento di positiva relazione ambientale tra la città e la campagna».
PATRIMONIO CULTURALE. Poi c’è una preoccupazione i natura archeologica-culturale. «Da non dimenticare, poi, che il tracciato insiste direttamente sul sedime dell’importante sito della antica pieve di Fogliano, dalla quale provengono reperti. La pieve di Fogliano fu demolita alla fine del XVIII secolo per far posto ad una nuova costruzione religiosa, più vicina all’abitato. I dettami religiosi del tempo contemplavano tutt’attorno alle Pievi un esteso campo funerario dal quale, in occasione delle arature, affiorano resti ossei, unitamente ad altro importante materiale che accompagnava le sepolture, segni di strutture murarie ed altro ancora. Tali reperti sono distribuiti sia in prossimità della zona ove si prevede di realizzare il grande parcheggio scambiatore antistante l'ex stazione ferroviaria di Fogliano, oltre che in più punti del tracciato viario. La conseguenza diretta della realizzazione viaria sarebbe quello della irreversibile perdita di una grande opportunità scientifico-culturale per lo studio e la tutela di un importante bene che costituisce a pieno titolo un irrinunciabile patrimonio culturale».
OPERE DI MITIGAZIONE. Infine i firmatari della petizione avanzano anche preoccupazioni sulla sostenibilità economica dell’intera opera. «Il programma finanziario contempla i soli costi di predisposizione delle opere stradali, escludendo i rilevanti interventi di mitigazione che costituiscono invece una condizione imprescindibile e ineludibile. A questo proposito rileviamo con preoccupazione come l’appalto per il primo lotto pari a soli 10 milioni, di cui 5 milioni a carico della Regione e 5 milioni del Comune di Reggio Emilia, sia in forte contrasto con la stima di un fabbisogno per l’intera opera che si attesterebbe intorno ai 13,6 milioni di euro». —
J. D. P.. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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