Gazzetta di Reggio

Reggio

Cavriago 

Cestini e panchine foderati all’uncinetto

Cristina Fabbri
Cestini e panchine foderati all’uncinetto

L’iniziativa è delle signore di “Un filo che unisce” «Dopo il Multiplo chiuso per lockdown, segno di rinascita»

3 MINUTI DI LETTURA





CAVRIAGO

Un attacco di arte… nel parco del Multiplo. Le signore di “Un filo che unisce Cavriago” che, a Natale, avevano realizzato un albero da Guinness all’uncinetto allestito in piazza Zanti per le feste, ora hanno deciso di tornare a sferruzzare e di fare una proposta insolita alla comunità. Una proposta in cui le relazioni, come è nel loro stile, sono le vere protagoniste: il loro impegno collettivo vede come esito un regalo per gli altri, per la collettività.

IL PROGETTO

Hanno infatti rivestito con tante coperte colorate, fili colorati, disegni e scritte realizzati ai ferri, i cestini e le panchine del centro cultura. Come spiega in particolare Federica Merli, portavoce del gruppo: «abbiamo pensato a lungo da quale luogo ripartire e, dopo esserci consultate, abbiamo deciso di ripartire dal parco del Multiplo perché è qui che si intrecciano le vite di ciascuno di noi: dei ragazzi che si ritrovano in biblioteca, dei bambini che rallegrano l'area giochi del parco, di tutti noi. Ci si ritrova qui a condividere interessi, pensieri, opinioni, libri, creatività, cultura».

Ecco che perciò il centro cultura di Cavriago è in questi giorni il protagonista di un “art attack”, come direbbe il celebre presentatore tv Muciaccia. Tanti fili colorati di lana sono stati intrecciati dalle abili mani delle bravissime sferruzzine del gruppo di volontariato “Un filo che Unisce Cavriago” e stanno riempiendo di allegria il parco del Multiplo, cogliendo di sorpresa gli avventori del giardino che circonda il centro cultura.

Si tratta di un regalo che hanno voluto fare a Cavriago e ai Cavriaghesi dopo il lockdown. «Nei mesi passati – prosegue Federica Merli – vedere il Multiplo chiuso o non più accessibile liberamente come era sempre stato, é stato un duro colpo e ha reso un po’ l’idea di quello che stava accadendo. Oggi ripartire da qui vuol dire ricominciare ad intrecciare le nostre vite, in sicurezza, nel rispetto di tutte le normative, e riprendere ad assaporare un po’ di normalità».

IL SIGNIFICATO

I fili intrecciati sono un po’ la metafora dell’intreccio delle relazioni, essenza delle nostre vite. «Con le nostre installazioni – conclude la Merli - abbiamo voluto dare questo segnale, di rinascita, e lo abbiamo voluto fare con tanto colore».

Così chi in questi giorni va al Multiplo si trova davanti agli occhi questa simpatica e variopinta sorpresa. E chissà che altre zone del paese non saranno presto al centro di un analogo attacco di arte, simbolo della ripartenza. A proposito dell’installazione interviene l’assessora alla Cultura, Martina Zecchetti: «Grazie alle signore di “Un filo che unisce” per questa bellissima installazione portatrice di un significato profondo: le relazioni tra le persone, in una comunità, sono fondamentali. Durante il lockdown lo abbiamo capito ancora di più. Abbiamo colto positivamente questa loro proposta perché, fra l’altro, il Multiplo è un po’ una piazza a tutti gli effetti in cui si tessono relazioni lungo il filo della cultura». —

Cristina Fabbri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google