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L’Italia è più bollente Dagli anni Sessanta temperatura su di 2°

Franco Giubilei

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Franco Giubilei

L’Italia bolle nel weekend più torrido e afoso (finora) di questa strana estate, ma mentre il termometro lambisce i 40 gradi in una dozzina di città da Nord a Sud, l’effetto collaterale della canicola rischia di essere rovinoso in senso opposto: quanto più forte l’ondata di calore, tanto più violenti i temporali se, come annunciano le previsioni meteo, l’anticiclone africano che ci sta opprimendo si sgretolerà davanti al fronte freddo proveniente dall’Atlantico.

Insomma, proprio in conseguenza della calura ci aspettano venti di tempesta, una situazione contingente che rimanda però ad analisi sempre più allarmate sul surriscaldamento del pianeta, e del nostro Paese in modo particolare: come quella diffusa da Stopglobalwarming che rivela come, nel 65% delle province italiane, nell’ultimo mezzo secolo la temperatura sia cresciuta mediamente di 2,2 gradi (2,11 per Reggio Emilia, 60esima in Italia in questa curiosa classifica), superando il dato europeo che è di poco inferiore ai 2.

Come tutte le medie, anche questa oscilla fra picchi massimi e minimi, e allora si scopre che Brindisi e Roma sono oltre i 3 gradi, Sondrio li sfiora, Milano insegue a più 2,8.

Una condizione complessivamente preoccupante che sta mobilitando premi Nobel, scienziati e personalità della cultura e dello spettacolo nella raccolta di un milione di firme per chiedere alla Commissione europea di elaborare una legge che tassi le emissioni di anidride carbonica e riduca quelle sul lavoro, come da proposta del movimento Eumans! per la campagna Stopglobalwarming.eu.

Quanto agli elementi specifici che emergono dall’indagine sull’aumento delle temperature nel nostro Paese, la tendenza evidenziata trova riscontro anche in altri dati storici: «L’Italia, con tutto il Mediterraneo, è quello che viene definito un hot spot per quanto riguarda il riscaldamento globale – commenta Antonello Pasini, fisico del clima del Cnr, autore de L’equazione dei disastri (Codice edizioni) – Se il mondo, nell’arco di un secolo, si è riscaldato di un grado, in Italia la temperatura è cresciuta del doppio, due gradi...».

I motivi attengono ai grandi mutamenti climatici che stanno interessando il nostro pianeta e rimandano, tanto per cambiare, all’azione umana: «È cambiata la circolazione dell’aria, per cui l’anticiclone che è sempre stato sul Sahara ha rimpiazzato il famoso Anticiclone delle Azzorre dei tempi del colonnello Bernacca – aggiunge l’esperto – È un effetto dell’antropizzazione, dell’aumento dei gas serra in particolare, ecco come si spiegano i due gradi in più in cento anni».

Ma siccome i guai non vengono mai soli, il contrappasso del surriscaldamento generale, di cui la canicola di questi giorni è solo l’ultima manifestazione, comporta anche fenomeni estremi: «Temo che fra oggi e domani, se entrerà il flusso di aria fredda previsto, potrebbero verificarsi dei disastri, anche perché la cementificazione comporta minor assorbimento delle piogge, per non parlare dei soliti problemi di manutenzione dei tombini», dice Pasini. —

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