Ripescata l’auto finita nel Po qualcuno voleva disfarsene
Nessuno dentro l’Alfa recuperata da una gru. Un cacciavite al posto della chiave L’ipotesi dei carabinieri: rubata per commettere reati e poi lanciata nel fiume
boretto
Recuperata l’auto inabissatasi venerdì sera nel fiume Po sulla sponda viadanese. Dopo due giorni di tentativi, usando un grosso ragno manovrato da un mezzo cingolato su una chiatta, la vettura è stata agganciata e riportata a riva. Si tratta di un’Alfa 147 di colore azzurrino, il cui proprietario abita a Mantova. Un’auto che ha avuto diversi passaggi di proprietà ma che, a quanto pare, non sarebbero mai stati registrati. Per oggi i carabinieri della compagnia di Viadana hanno convocato tutti coloro che l’hanno avuta in uso. L’abitacolo della vettura era vuoto. Con tutta probabilità quindi potrebbe trattarsi di un’auto che è stata rubata per commettere qualche furto o rapina. Che volessero disfarsene appare chiaro. Nel cruscotto, al posto della chiave di accensione, è stato trovato un cacciavite. Ora toccherà ai carabinieri fare chiarezza su questo episodio che lascia ancora dei dubbi.
L’auto è finita giù dalla scarpata dell’ argine con i fari anteriori accesi. Proprio per questo è stata notata dai due testimoni di Boretto, che si trovavano sulla sponda opposta e che l’hanno vista mentre il fiume la inghiottiva. In un primo momento non si era nemmeno escluso che qualcuno si trovasse all’interno, ma poi l’ipotesi è stata scartata. Le difficoltà del recupero si erano subito evidenziate: la profondità alla quale il mezzo si trovava e soprattutto la corrente che in quel punto è molto forte. Per due giorni consecutivi i sommozzatori l’hanno cercata e alla fine individuata attraverso un sonar. Ora i carabinieri ne controlleranno ogni singolo pezzo nella speranza di trovare qualche indizio. —
Giancarlo Oliani
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