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Stato di agitazione per i 20 dipendenti Asp «I vertici ci ascoltino»

C.O.
Stato di agitazione per i 20 dipendenti Asp «I vertici ci ascoltino»

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carpineti

I problemi della Asp Don Cavvalletti di Carpineti non sono solo di ordine gestionale: i 20 dipendenti, infatti, sono in stato di agitazione e chiedono il pagamento al più presto della quota di produttività e le progressioni orizzontali. «Si tratta di impegni – spiega Giuseppe Belloni, segretario Uil funzione pubblica di Reggio Emilia – sottoscritti nel novembre del 2019 e che devono essere rispettati. Solo che non riusciamo, nonostante le reiterate richieste, ad avere un confronto con gli amministrati Asp e con le istituzioni». I sindacati e le rsu elencano tutto ciò che non va: oltre al non rispetto degli accordi, «una cronica mancanza di persone, dal coordinatore assente da 4 mesi alla mancanza di 2 infermieri, carenza sopperita dalla buona volontà degli unici due rimasti che si sono sobbarcati la totalità dei turni proprio durante l’emergenza Covid; la parte amministrativa ridotta alla presenza di sole 6 ore settimanali coperte dal direttore. Inoltre, sono in scadenza le visite mediche di controllo e non è ancora stato redatto un protocollo di apertura alle visite dei parenti agli ospiti della struttura». Una prima risposta è arrivata dal sindaco Tiziano Borghi, presidente dell’assemblea dei soci, ma non è servita a rasserenare gli animi.

Secondo Borghi «la Asp Don Cavalletti ha molti punti di forza, primo tra i questi il bilancio 2019 è stato chiuso in attivo, unica Asp in provincia di Reggio Emilia. E proprio in virtù del bilancio in attivo è stato possibile riconoscere ai dipendenti la quota di produttività e la progressività». Dunque, perché ancora non è stata versata? «Il fatto è che la conflittualità interne, che ha origini lontane, ha impedito – spiega Borghi – che si riuscisse a sostituire alcuni componenti della delegazione trattante che hanno un contenzioso aperto con l’ente e che evidentemente non possono sedersi al tavolo delle trattative. Quando i lavoratori dell’Asp riusciranno a individuare nominativi diversi, la situazione di impasse di risolverà». Anche in questo caso la replica dei sindaci – arrivata ieri – è stata dura. «Il bilancio è in attivo – scrivono in una nota le funzioni pubbliche di Uil, Cgil e Cils – per l’esternalizzazione del servizio di cucina e per la mancata sostituzione del personale? O forse anche per il mancato rispetto degli accordi siglati in novembre?». Sul fronte delle presunte conflittualità, i sindacati rimandano l’accusa al mittente: «Meglio cercarle – dicono – nelle figure ai vertici dell’Asp. Invitiamo il sindaco Borghi – concludono – a fare l’unica cosa sensata: ascoltare i lavoratori e convocare i sindacati». Un appuntamento c’è, ed è per la metà di settembre. —

C.O.

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