Da presidente a stipendio zero a 170mila euro lordi in tre anni
reggio emilia
Il passaggio da presidente a direttore – o consulente, o dirigente con funzioni di direzione, chissà – di Davide Zanichelli all’interno della Fondazione Palazzo Magnani potrebbe sembrare una retrocessione di responsabilità.
Ma, almeno da un punto di vista economico, è invece un bel salto, da zero a cento in pochi secondi. Zero è infatti lo stipendio percepito ogni anno dai membri del consiglio di amministrazione dell’ente e dallo stesso presidente, mentre molto più alto è il compenso che prenderà Zanichelli per il suo nuovo incarico di “direzione e coordinamento”.
In totale sono 170mila euro lordi spalmati in tre anni di lavoro, da qui fino alla fine dell’incarico prevista il 31/12/2022: 50mila euro quest’anno e 60mila nel 2021 e nel 2022. Un importo annuo fino sei volte superiore rispetto a quanto hanno ricevuto come retribuzione le altre consulenze del 2019. Che, a onor del vero, sono in realtà incarichi occasionali per eventi o necessità specifiche. Nell’elenco pubblicato sul sito della Fondazione – e che riguarda gli importi superiori ai 10mila euro – sono registrati ad esempio 12.019,23 euro versati a Renato Negri per “consulenza musicale”, due cessioni di diritti d’autore per dei testi da parte di Giorgio Bedogni (10mila euro) e Walter Guadagnani (26mila euro), la progettazione degli allestimenti per la mostra “Arte del Gol” da parte della Panstudio architetti associati (10mila euro) o l’incarico alla 369Gradi srl per l’organizzazione dello spettacolo “Mio cuore Marras” (12.360 euro).
Alla Innovazione cultura e società sono andati invece 21mila euro per la progettazione della mostra Fe2019 e l’organizzazione della rassegna jazz per Restate 2019, mentre alla Villagio globale international altri 10mila euro per la collaborazione nel protocollo d’intesa con l’Ermitage. —
l. g.
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