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Casalgrande, il ponte di Veggia alla prova con 400 tonnellate di ghiaia

Adriano Arati
Casalgrande, il ponte di Veggia alla prova con 400 tonnellate di ghiaia

Per una giornata stop al traffico per consentire i primi collaudi necessari a valutare la tenuta in vista della ripresa del trasporto scolastico. Moderato ottimismo sui risultati

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CASALGRANDE

Oltre 400 tonnellate di ghiaia per coltivare la speranza di riaprire il ponte in tempo utile per le scuole. Divise su due mezzi, sono stati posate sul ponte di Veggia nella mattinata di ieri, durante la prima giornata di test di resistenza voluti dal Comune di Casalgrande per valutare la resistenza della struttura sul Secchia, da tempo alle prese con problemi di stabilità e chiusa ai camion e ai bus.

I Comuni di Casalgrande e Sassuolo stanno lavorando ad un intervento risolutivo, ma nel frattempo si avvicina la ripresa delle scuole: dal 14 settembre centinaia di studenti e modenesi viaggeranno verso gli istituti superiori sassolesi, e da sempre le corriere usano il ponte di Veggia per attraversare il Secchia. Per questo, per capire se una riapertura parziale sia possibile, il Comune casalgrandese ha incaricato la 4emme di Bolzano di effettuare delle prove di resistenza, così da valutare la riapertura in tempo utile.

Ieri gli addetti dell’azienda specializzata hanno effettuato i primi collaudi, portando due camion pieni di ghiaia sul ponte, per 415 quintali di peso totali, e applicando dei sensori sulle arcate esterne del pontile. La mole e la distribuzione dei due mezzi è similare, nei calcoli degli esperti, a un autobus di linea carico di utenti. I test sono proseguiti per tutta la giornata e dovranno essere ripetuti dal 2 al 4 settembre, per verificare i valori anche delle arcate principali, quelle centrali in mezzo al viadotto. Solo a quel punto si capirà se il ponte è in grado di reggere allo stress quotidiano e se si potrà consentire il transito degli studenti in piena sicurezza.

I valori da analizzare sono molti, i dati sono stati raccolti con i mezzi pesanti in movimento e poi fermi, segnando le distanze fra le ruote, i pesi e gli spostamenti del pontile; per registrare queste variazioni, nelle arcate sono stati piazzati dei flessimetri ad arcata. Per permettere tutte le manovre del caso, non dissimili in alcune parti da quelle fatte le scorse settimane sul ponte Morandi di Genova appena riaperto, la strada è rimasta chiusa da mattina a sera, ai lavori hanno assistito il sindaco casalgrandese Giuseppe Daviddi, Davide Bedogni del centro cooperativo di progettazione di Reggio Emilia, Michele Francesco Rino, direttore tecnico di Sassuolo Gestioni Patrimoniali e l’architetto del Comune di Casalgrande Anna Gnazzo.

Dai primi esiti, gli addetti e gli amministratori sono apparsi moderatamente ottimisti, ma è preso per valutazioni davvero risolutive. Il discorso vale solo per la strada asfaltata e per la sua capacità di reggere al transito di veicoli di grandi dimensioni, la parallela linea ferroviaria non è stata interessata in nessun modo e i treni hanno continuano a viaggiare regolarmente. Da qui al prossimo giro di prove, il ponte continuerà ad essere inagibile ai camion. Solo ai primi giorni di settembre si potrà poi prendere una decisione definitiva: se vi fossero rischi, si penserà prima a una variazione del tragitto delle corriere, da dirottare sul ponte della Pedemontana, e poi, eventualmente, a una navetta ferroviaria. «Intanto ci siamo tolti tutti i dubbi, faremo controlli su tutti i punti per avere delle certezze», commenta il sindaco di Casalgrande, Giuseppe Daviddi. —


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