«In via Paradisi progetto necessario ma bisogna garantire i diritti dei residenti»
I consiglieri regionali in cerca di un punto di incontro tra i cittadini da espropriare e l’amministrazione comunale
reggio emilia
Non hanno dubbi i consiglieri regionali reggiani sul fatto che sia necessario un intervento di riqualificazione del quartiere in zona stazione, ma al contempo hanno denunciato la mancata comunicazione da parte dell’amministrazione comunale. Durante l’incontro di lunedì con il Comitato dei cittadini di via Paradisi, in merito al contestato progetto “Abitare solidale 902”, hanno espresso la volontà di voler trovare un punto d’intesa tra le due parti. «Senza sicurezza e un’efficace rigenerazione urbana perdono tutti, la riqualificazione anche abitativa è la strada giusta per salvaguardare le persone residenti oggi e domani in via Paradisi – hanno scritto ieri i consiglieri, all’indomani dell’incontro – e il progetto comunale, a consumo zero di suolo, ha le carte in regola per rendere vivibile questa zona, restituendo il senso di accoglienza che è proprio delle nostre comunità e di questo quartiere».
«L’intervento che prevede la realizzazione di alloggi popolari e di “abitare sociale” è assai lontano da logiche immobiliariste – continuano – e prevede, oltre al condominio identificato, la riqualificazione di numerose aree ad uso pubblico».
Secondo i consiglieri di maggioranza in Regione, la definizione operativa del progetto, al tempo stesso, non può che essere partecipata nell’interesse di ciascuno e di tutti. «Ha fatto bene il Comune, subito dopo la fase di manifestazione di interesse nella quale era necessario e urgente reperire i finanziamenti – sottolineano – ad aprire il dialogo e il confronto con le persone interessate, ora c’è tutto il tempo di recepire le diverse esigenze dei proprietari trovando soluzioni adeguate a ogni situazione, senza ledere i legittimi diritti».
I politici, però, hanno segnalato i toni accesi dei cittadini, anche se giustificati dalla legittima preoccupazione, che in questa fase hanno vissuto un difetto di comunicazione, chiedendo di ripristinare espressioni corrette e contestuali. «Fare riferimento a processi di “sostituzione umana” – dichiarano – che richiamano scenari terribili, alimentano una lettura distorta e fuorviante, mentre l’obiettivo di intervenire in quell’area è fortemente richiesto dagli stessi cittadini. Gli strumenti ci sono e vanno calibrati sulle singole richieste» è l’opinione dei consiglieri regionali, disponibili a dare una mano al percorso progettuale e di coinvolgimento attivo della cittadinanza.
«Siamo certi – concludono – che Reggio Emilia, conosciuta come “Città delle persone”, sarà la prima a cercare risposte concrete alle inquietudini dei proprietari, agli interessi in campo e alle necessità di vivibilità dei quartieri». —
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