Gazzetta di Reggio

Reggio

L’ORIGINE DELLA VICENDA 

L’assessore Di Sano accusa il consigliere di negligenza poi si scopre che la mail non è mai partita dal Comune

M.P.

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La vicenda è nata dopo le scintille in consiglio comunale tra l'amministrazione comunale e Marino Zani, capogruppo di “Cadelbosco per tutti”, per una mail che una responsabile di settore sosteneva di avere inviato allo stesso Zani. Di conseguenza Zani era stato accusato, sui social, di negligenza dall'assessore ai lavori pubblici Claudia Di Sano. Lunedì mattina è stato appurato che la mail in questione non è mai partita dal Comune. Da qui il dietrofront dell'amministrazione comunale, che sulla pagina Facebook “Cadelbosco6tu”, condivisa poi anche dal Pd di Cadelbosco Sopra, ha cancellato i post con le dichiarazioni sia della responsabile del settore attività produttive, architetto Cristina Scaravonati, che dell'assessore Di Sano nei confronti di Marino Zani.

Tutto è nato dalla richiesta di documenti sull'immobile ex Kis da parte del capogruppo di opposizione, inviata all'ufficio protocollo del Comune il 10 luglio scorso. Nell'ultimo consiglio comunale (30 luglio), al punto relativo all'odg sull'interrogazione presentata dall'opposizione sull'iter della ceramica ex Kis, l'assessore Di Sano ha risposto che tutta la documentazione era già in possesso di Zani, il quale però ha ribadito di non aver mai ricevuto nulla. La responsabile del settore attività produttive, in Consiglio, ha smentito Zani dicendo di avere il documento protocollato dell'avvenuto invio. In più, l'assessore ai lavori pubblici e al patrimonio Claudia Di Sano ha accusato Zani di aver fatto finta di non aver ricevuto quanto richiesto al solo scopo «di dar la colpa a qualcuno, piuttosto che ammettere una propria negligenza». Zani, non convinto, lunedì è andato in municipio e ha scoperto che la risposta alla sua richiesta non era mai partita. Per questo motivo ha chiesto quantomeno una lettera di scuse, viste le dichiarazioni in Consiglio e sui social. Scuse al momento non pervenute. «Non hanno neppure l'umiltà di chiedere scusa – commenta Zani –. Si sono limitati a cancellare i post sostendendo che “Cadelbosco 6tu” e il profilo “Pd Cadelbosco” sono privati e quindi non devono scusarsi di nulla, ma io ho conservato gli screenshot e, privato o non privato, sono state pubblicate cose non vere. In più, l'assessore Di Sano mi ha accusato di negligenza. E che dire del sindaco Luigi Bellaria, chiamato 11 volte sul cellulare dalle 11.18 alle 14.10, oltre a 3 messaggi su Whatsapp alle 12.02, 12.33, 12.34 e 13.38 senza alcun riscontro? La vicesegretaria Fava mi ha dato gentilmente delle spiegazioni, ma le voglio anche dal sindaco. Questa è l'ennesima dimostrazione che questa amministrazione è assolutamente incapace, oltre che assolutamente inadeguata ad amministrare il Comune di Cadelbosco Sopra perché pecca di scarsa trasparenza». —

M.P.

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