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Poesie d’amore del padre per ricordare Alessandro

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Un altro anno senza “Pedde”. Sono passati ormai sei anni da quando se n'è andato Alessandro Pederzoli, vinto a soli 35 anni da una malattia che lo ha stroncato il 5 agosto del 2014.

Ragazzo amatissimo nella sua Rubiera, appassionato di montagna, lavorava come tecnico enologo alla Civ & Civ di Modena. Sposato con Silvia Pighetti, era diventato padre di Matilde poche settimane prima di morire.

La sua morte era stata all’epoca una ferita non solo per amici e parenti, ma anche per l’intera comunità, in cui era nato e cresciuto. Dopo il tremendo lutto patito al fianco della moglie Loretta, il papà Iginio Pederzoli, “Ninni” per tutti a Rubiera, da anni ha trovato conforto nella poesia: una passione dalla quale nascono questi due componimenti per ricordare il figlio, intitolati “Io… ti troverò” e “Il senso della vita”. «Sono passati sei anni senza nostro figlio Alessandro. Io e mia moglie Loretta dedichiamo a lui queste poesie, “Alessandro” e “Amore infinito”. Il nostro pensiero è sempre a chi ha donato tempo e amore ad Alessandro: la moglie Silvia, la figlia Matilde, i nostri consuoceri Raffaella e William: meravigliosi ieri, oggi, sempre», racconta ora “Ninni”.

“Io... ti trovero”: Un giorno... vedrò il sentiero che porta alla gioia, vedrò la luce che illumina il mio percorso. Sarò un raggio di sole in un cielo azzurro, terrò per mano tutto il mio mondo Solo insieme a te figlio mio verso il cammino nel profondo dell’anima. Cercherò l’armonia con l’infinito per capire le nozioni del tempo. Forse qualcuno ascolterà il mio canto... Poesie e parole nel vento per chi vede ma non ti sente. Un inno alla vita in un canto libero che si rivela, per dare spazio all'amore e alla speranza. “Il senso della vita”: Trovarsi in un posto meraviglioso... Smarrire la strada, conoscere gli effetti della nostra esistenza. Cercare in un luogo la persona amata, entrare in un mistero nella profondità della natura umana. Un dono stupendo uno stato di grazia, vedere una luce ornare un viso candido e sincero. Dove sei angelo mio dagli occhi azzurri... Fatti vedere almeno in sogno, per colmare la serenità perduta. Dormi un sonno eterno, tu sei la Vita che ha dato un senso al passaggio breve del nostro tempo. —

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