«Senza consiglio da febbraio situazione non più tollerabile»
I consiglieri d’opposizione dell’Unione: «Ci è impedito l’esercizio della democrazia Ricorreremo a tutti gli strumenti a disposizione»
VAL D’ENZA
I consiglieri dell’Unione Alberto Iotti, Paolo Savina, Alfredo Gennari, Valterio Ferrari e Natascia Cersosimo sono sul piede di guerra: «Viene impedito l’esercizio della democrazia». Il problema, già sollevato più volte, riguarda la mancata convocazione del consiglio dell’Unione dallo scorso febbario.
«Nella crisi conclamata e strutturale dell’Unione Val d’Enza – scrivono i consiglieri in una nota – si sommano due fattori: l’arroganza dei sindaci che gestiscono il potere e il collasso delle strutture amministrative. Potrà sembrare esagerato affermare che viene impedito il funzionamento della democrazia, ma come si può qualificare la scelta di non convocare più il consiglio dal 13 di febbraio? In quale altra istituzione si verifica una situazione del genere? Cosa direbbero gli esponenti del Pd se questo accadesse a loro danno?». I consiglieri sottolineano che i consigli comunali hanno sempre funzionato, prima in via telematica e ora in presenza «perché – chiedono – non è accaduto per l’Unione? In giugno, come prevede il regolamento, come minoranze abbiamo richiesto la convocazione del consiglio per discutere dei temi legati all'emergenza. Il presidente Franco Palù ci ha risposto picche con motivazione assurda. La verità è che i sindaci considerano l’Unione una entità burocratica al loro diretto servizio, dimenticando che invece si tratta di un ente sì di secondo grado, ma fondato sulla rappresentanza elettorale. Tutto questo – continuano – potrà sembrare strano ai sindaci, ma esiste un consiglio in cui sono presenti anche le forze di minoranza, un consiglio che ha il compito di definire l’indirizzo dell’Unione e di controllarne le attività. I sindaci considerano l’Unione cosa loro, ma questo è uno stravolgimento della democrazia. Qui manca il rispetto delle più elementari regole amministrative». Di fatto, il consiglio dell’Unione non è ancora stato chiamato ad approvare il bilancio consuntivo 2019 dell’Unione e la scadenza di legge era il 30 aprile, poi prorogata al 30 giugno causa Coronavirus. «Il mancato rispetto della scadenza comporta gravi sanzioni fino allo scioglimento dell’Ente – attaccano i consiglieri – Nei Comuni le scadenze sono state rispettate, evidentemente per i sindaci l’Unione è un ente di infima serie, che non merita impegno né rispetto. Alla luce di questa situazione si spiegano meglio anche gli scandali che hanno investito la polizia locale prima e il servizio minori poi». «Siamo arrivati al dunque – concludono i consiglieri – attendiamo un segnale rapido e concreto di ritorno alla normalità, oppure ricorreremo a tutti gli strumenti per superare una situazione ormai intollerabile». —
Da.Al.
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